giovedì 18 maggio 2017

Il Grunge sta morendo (letteralmente), Eddie invecchia per noi.

E' morto Chris Cornell...
Uno dei capostipite dei gruppi della Seattle d'oro di fine anni '80 inizio '90 se ne è andato all'improvviso, dopo un live in Detroit con i suoi Soundgarden. 
Cause del decesso, tutte da accertare (si vocifera suicidio).
52 troppo_pochi anni.
Voce incredibile, presenza fantastica: il bello e impossibile del Grunge. 
Tre figli stupendi, apparentemente sanissimo e invidiabilissimo.
Morte inaspettata.
Ovviamente sui social esplosione di condoglianze e prolificarsi di R.I.P. con la solita gara all'esserci dentro, allo stare sul pezzo.
Un fenomeno che ci vuole appiattire tutti, relegandoci in contenitori virtuali del tutto e del niente.
Ragazzi che manco erano nati a quell'epoca in lacrime e disperazione (ovviamente virtuali).
Gente che anagraficamente poteva esserci con cognizione di causa ma che passa continuamente sulle proprie bacheche video di party a cui partecipano che sembrano usciti dal Beverly Hills de no artri, alternandoli con colonne sonore latino americane del momento e le ultime news  sui gossip dei Brangelina di turno: oggi tutti a piangere "emoticonamicamente" parlando la dipartita di uno che veniva in pratica dal METAL!!!
Ecco, vorrei spiegare a costoro perchè io (assieme  a quelli come me) possiamo reclamare il diritto di sentire che oggi, se ne è davvero andato un pezzettino fondamentale della propria esistenza:
nell'esplosione mondiale del grunge di inizio anni 90 (Nevermind dei Nirvana, album che fece da apripista mondiale al genere, è del 1991 e in Italia ha avuto la piena acclamazione un anno dopo) io ero entrato a pieno nella mia adolescenza e avevo da poco iniziato a suonare la batteria.
I gruppi di Seattle mi aprirono le porte della percezione musicale e mi proiettarono in una condizione di assoluta dipendenza:
le mie giornate passavano accompagnate dall'ininterrotta colonna sonora di Pearl Jam, Nirvana, Alice in Chains, Temple of The Dog, Screeming Trees, Stone Temple Pilots e ovviamente Sound Garden...
Chi da sempre ha il web e la sua facilità nel trovare tutto su qualunque cosa, non può capire: le mie settimane si dipanavano nella continua ricerca in tv di miracolosi passaggi video dei gruppi sopracitati; nella lettura di riviste di settore che mi illuminassero su quello che succedeva dall'altra parte del mondo; nella ricerca di libri con traduzioni dei testi delle canzoni; nel tentativo di rifarne le partiture alla batteria e ovviamente nella più totale emulazione del look.. tutte cose che ancora oggi, alla soglia dei 40 mi porto ancora vistosamente cucite addosso: i capelli lunghi che combattono un'impari lotta contro i radicali liberi; il pizzetto rigorosamente strategico; l'abbigliamento fatto con camice moooolto casual, jeans larghi, scarpe sportive e tshirt con immancabili scritte o gruppi stampati su, stanno ancora li a ricordarmi che il tempo passa ma io ci sono rimasto sotto a quell'ondata la.
Ascolto tutto ciò che è nuovo, ci mancherebbe, ma i miei termini di paragone, sono sempre e comunque quelli e per quanto mi piacciano anche le nuove cose, nella sfida diretta con quei mostri sacri, nessuno ne esce vincitore.
Quando affronti questi processi formativi, le cose ti entrano dentro e si annidano, senza più lasciarti.
Allora quei personaggi che da giovane avevi idealizzato e iconizzato, diventano, col passare del tempo dei quasi amici. Esseri umani che ci sono sempre stati nella tua vita. Presenze costanti, che magari, a volte, per lunghi periodi lasci anche un poco in disparte, ma che come i migliori amici di sempre, quando vai a ricercarli sono sempre là e non ti fanno pesare il fatto che per un poco non vi siete più sentiti.
Ecco: io posso davvero sentirmi un poco in lutto oggi. 
Io e quelli come me, che non l'hanno vissuta solo come una delle tante mode musicali passeggere o che non ne hanno solo apprezzato l'indiscussa caparbietà artistica, ma che se li sono sentiti propri, noi siamo quelli che oggi, davvero, facciamo difficoltà a parlarne e a metabolizzare il fatto che, i frontmen di quelle incredibili band, sono per la maggior parte, tutti passati a miglior vita, lasciando pezzi di vuoto incolmabile.
Eddie, ti prego, invecchia per tutti noi!



venerdì 14 agosto 2015

Facebook, servo delle mie brame....


...chi è il più bello del reame?

La strega cattiva di Bianca Neve, accecata dalla costante ricerca dell'affermazione della propria bellezza, affidava tutta la sua speme all'opinione totalmente arbitraria e insindacabile dello Specchio Magico; ne accettava suo malgrado il giudizio e nella peggiore delle ipotesi cercava di eliminare la concorrenza giudicata superiore dall'arbitro prescelto, ma non cercava mai di convincere lo specchio che la più bella era comunque e sempre lei.
In Facebook l'utente medio fa l'esatto contrario: indica lui la via al suo "specchio" aperto sul mondo social web, per come gli altri devono vederlo ed eventualmente giudicarlo, lasciando ai posteri l'immagine di se che lui preferisce.

Alcuni esempi: 
• profili in cui genitori sembrano passare giornate intere con i propri figli, con tanto di foto a corredo della "prova" costante del loro essere "superamma" o "superpapà".... poco importa al commentatore seriale o all'amico di profilo se poi quella foto e quel post in realtà rappresentano un 15 minuti della giornata o una serata nell'arco della settimana, l'importante è "mipiacere" postare complimenti, cuoricini ed elogi infiniti, perché su Facebook siamo tutti per forza più buoni e coscienziosi. Ed ovviamente sono sempre foto di veri momenti di condivisione genitoriale: avete mai visto qualcuno postare la foto del proprio figlio seduto da solo di fronte alla TV con magari la scritta "il mio cucciolo speciale, come si diverte da solo a guardare i cartoni, mentre io sono in casa e non ho tempo per lui, ma magari per la foto ed il post, il tempo lo si trova...";

• personaggi sempre attenti alle "minoranze" ed ai bisognosi del momento (stranieri, emigranti, immigranti, disoccupati, omosessuali, donne maltrattate....) che collezionano post e concetti che neanche Berlinguer assieme a Guevara assieme a Martin Luther King aiutati dal Dalai Lama avrebbero potuto produrre, ma che poi nella vita reale magari neanche riescono a pacificarsi con l'amico d'infanzia, piuttosto che interessarsi agli eventuali problemi del vicino di casa, piuttosto che licenziare o far licenziare tranquillamente colleghi di una vita pur di avere il proprio stipendio sano e salvo dalla crisi e dall'inflazione;

• destrorsi anti tutto e tutti, che si lamentano degli immigrati, che insultano e "schifano" gli omosessuali, che deridono l'altrui culto religioso, che di fronte a monitor e tastiera diventano implacabili conoscitori di tutti i mali da queste categorie sopracitate causati, ma che poi alla prima domanda di confronto e confutazione o si dissolvono nel vuoto dei tasti "QWERTY" improvvisamente diventati ostili, o vanno avanti a copiare e incollare le preziose e credibili informazioni divulgate dai Salvini o da  Il Giornale del momento;

selfiesti a nastro, che vedi in giro deambulare con i risorius ed i levator costantemente a riposo, pronti però per lo scatto da centometrista che dovrà trovarli reattivi ed efficienti al momento in cui il braccio proteso quasi a sfiorare lo slogamento della spalla o l'"ausilio" dall'inquietante terzo-braccio-estendibile, daranno lo START alla selfie-felicità palesata per dimostrare al mondo intero che ovunque si sia, con chiunque si sia (anche da soli), essi sono sempre gaudenti e sorridenti, "alla faccia di chi ci vuole male o di chi è rimasto casa"...

Con Facebook siamo tutti, agli altrui occhi, il meglio di quello che vorremmo essere, occhi che nella maggior parte dei casi sono essi stessi lo specchio di questo desiderio, il famoso "specchio servo delle proprie brame" che se un post io "mipiaccio" tu, il post seguente tu a rigor di logica web dovresti "mipiacere" me, alimentando un ciclo inesauribile e continuo di esibizionisti-spioni di una realtà che definire edulcorata e plastificata, sarebbe riduttivo e che sta purtroppo prendendo il sopravvento su quello che è l'aria veramente respirata, la superficie realmente toccata ed il rapporto umano necessariamente figlio di contatti, dialoghi e scontri reali.

Almeno la Regina Cattiva non chiedeva allo specchio di "mipiacerla" per forza nel suo giornaliero Selfie...

sabato 21 marzo 2015

Elton Gionny VS Dolci e Gabbani



Ormai la polemica del momento la si conosce un po' tutti: è giusto avere figli anche per le coppie omo?  ed è giusto boicottare chi ha idee differenti? e bla, bla, bla...

Io credo che come spesso accade molte volte nella vita, non sia tutto bianco o tutto nero, ma che nel mezzo ci stiano centinaia di sfumature di grigio e di colori vari: anni fa (sarà stata la gioventù) ero molto più estremista e sicuro, e forse avrei espresso un parere meno altalenante, ma con il tempo passato e le esperienza di vita personali mi sono molto "addolcito" nella modalità con cui si può affrontare un argomento così delicato.

Io non trovo assolutamente giusto parlare di figli "surrogati", termine che ha per me in questo caso un'accezione veramente negativa: un essere umano è un essere umano a prescindere da come sia stato concepito, una volta venuto al mondo è fatto di carne, ossa e sentimenti come qualsiasi altro suo simile e merita quindi il dovuto paritario rispetto da parte di chiunque; io i figli di questa nuova frontiera della famiglia li lascerei proprio stare fuori dalla discussione... solo il tempo e le differenti esperienze di ognuno di loro ci potranno magari dire se e dove ci sono stati lati positivi e negativi derivanti da questa loro particolarità. Il mondo va avanti e che piaccia o no, tutto cambia, si evolve e in ogni caso ci vogliono dei "pionieri" che abbiano il coraggio o l'incoscienza del fare quel passo in avanti che molti a priori già condannano. 

Io dico solo: massimo rispetto e senso del pudore per i bambini.

Il punto in cui per me le sfumature si fanno meno nette e si tende ad avere un colore più definito è la questione economica, se tutto ciò non avesse dietro una sorta di mercato, allora sarebbe tutto molto più bello; mi spiego meglio: il fatto che ci sia un prezzo monetario per tutto ciò è altamente discriminante per quelle coppie omo che non hanno la facoltà economica di poter accedere a questo mondo ed è, sempre a mio avviso, poco encomiabile il fatto che ci siano donne che danno un prezzo ad una cosa che credo sia forse la più importante, naturale  e bella della loro vita. Se tutto ciò fosse "provocatoriamente" gratuito o quasi, allora sarebbe forse un vero gesto di amore e di altruismo....

Detto questo credo che le sfumature si possano nuovamente attenuare di caso in caso: magari ci sono padri o madri che donano questa sorta di piccolo miracolo, dando però l'opportunità ai figli delle coppie riceventi di incontrarli periodicamente, perché credo che sarebbe fondamentale aiutare in un percorso di crescita e sviluppo quei bambini che vorranno conoscere il padre o la madre naturale per poter averci un rapporto che alleggerisca almeno il carico dell'essere forse una delle prime generazioni ad affrontare questo sconosciuto percorso. Ecco, in una "strada" del genere ci vedrei molta più umanità, molta più sensibilità e molto più senso di responsabilità a giocare a favore del nucleo familiare attualmente atipico.

Credo anche che in Italia, sia allucinante non consentire l'adozione alle coppie gay, e questo può avere in parte incentivato il fenomeno in discussione: un bambino amato ed accolto da due genitori, che siano etero o omo, non avrà una possibilità di vita nettamente migliore rispetto alla prospettiva dello stare per sempre da soli o in condizioni di alto disagio?

Analizzo il tutto ma non condanno, perché quando in un periodo della mia vita, per motivi seri, ho preso in considerazione l'ipotesi di ricorrere ad una fecondazione assistita, ho capito quanto possa essere importante avere questo tipo di supporto; perché se da una parte è vero, come hanno dichiarato i due famosi stilisti, che la natura deve fare il suo corso naturale, dall'altra parte è quasi impossibile pensare che chi senta il desiderio di avere un figlio suo, scarti a priori le opportunità che la scienza moderna ci stia dando.... i figli da un certo punto rivista sono la nostra immortalità!

mercoledì 21 gennaio 2015

Tagliatori di teste



Chi ti licenzia non lo sa cosa ti regala:
ti regala un tarlo, che lavora 24 ore su 24 in testa
ti regala l'insicurezza e il senso dell'inadeguatezza.

Chi ti licenzia ti tiene compagnia giorno e notte:
quando la sera vai a letto sperando che sia una di quelle volte che sfinito dormirai un pò di più
e quando ti risvegli prima dell'alba e il tuo cervello è incantato come un giradischi sulla solita nota stonata.

Chi ti licenzia dovrebbe avere almeno il riguardo
di far proibire la domanda :"Come va? tutto bene?" a chiunque ti conosca
perchè dire "mi hanno licenziato, ho perso il lavoro" ti fa sentire in qualche modo sbagliato e colpevole.

Chi ti licenzia è con te mentre giochi con i figli:
e lo maledici perchè lui è sempre li,
a rubarti la serenità e la magia di quei momenti intimi.

Chi ti licenzia di base se ne frega,
non è un più problema suo e sà che se ora a volte abbassa lo sguardo per pudore
col passare del tempo avrà cancellato quell'ipotetico piccolissimo senso di colpa che ora lo fa sentire più pulito....




mercoledì 5 novembre 2014

Stefano Cucchi e il Diritto ad avere torto



La morte di Stefano Cucchi, anzi l'omicidio....
...è questo un caso "simbolo" perchè ha avuto un richiamo mediatico altissimo anche per "merito" della famiglia di Stefano che da 5 anni a questa parte si è data da fare affinchè l'attenzione rimanesse attiva, la sua importanza sta proprio nel fatto che in questi giorni dopo la sentenza, in Italia si è riaccesa l'eterna discussione sulla sicurezza delle nostre carceri e caserme e sulla violenza "protetta e taciuta " di moltissimi agenti di Polizia
Stefano era un tossico? SI.. 
Stefano spacciava? SI... e con questo? 
Lo Stato, che in questo caso è sicuramente complice della cattiva condotta di un ragazzo, magari cresciuto in quartieri meno facili di molti altri, quartieri dove la qualità della vita è sempre al limite o sotto la decenza, dove le forze dell'ordine raramente fanno il loro dovere, lo Stato, dicevo, ha di fatto perso di vista il suo compito di garante di uguali diritti e uguali possibilità per tutti i propri cittadini. Sicuramente poi la famiglia e l'essere umano stesso che sei possono fare la differenza nel bene e nel male, ma credo si possa concordare nel dire che è tutto molto più semplice quando nasci e cresci nel lato giusto della grande Città... Quello che tutti dobbiamo temere e per cui dobbiamo tenere alta la guardia (anche noi genitori "facili" di figli bene o nella norma) è che non è assolutamente pensabile che in uno Stato di una moderna ed occidentale Democrazia un cittadino qualsiasi, sia esso, italiano, straniero, alieno, miliardario, senza tetto, professore o drogato, possa essere preso in CUSTODIA Cautelare dalle forze dell'ordine e non uscirne più vivo e per giunta senza poi riuscire a trovare e punire i colpevoli!! 
Non esistono MA, SE o altri dubbi su questo ragionamento per me, altrimenti ci sarà sempre qualcuno che troverà un altro MA o un altro Se per giustificare atti del genere a prescindere dalla tipologia di cittadino/vittima.. Facciamo attenzione a una cosa: Stefano era un tossicodipendente, e dal mio punto di vista solo per questo il caso sarebbe dovuto essere trattato ancor più con cautela, in quanto si trattava di un essere umano fragile sotto molti punti di vista,  quindi non ci trinceriamo troppo dietro la scusante: "era un drogato alla fine un pò se l'è cercata..." altrimenti ci mettiamo alla pari di certi altri giudizi: "era donna, con abbigliamento succinto e atteggiamento disinvolto, se fosse uscita di casa con una bella tutta larga era meglio, un pò se l'è cercata...." il confine è molto labile... La generalizzazione è pericolosa e scomoda, si potrebbe dire che tutti i poliziotti e le guardie carcerarie sono fascisti che amano la violenza (cosa non vera ma spesso paventata).. sul discorso dell'intitolare una via a Stefano, non so.... ci sono tante intitolazioni di vie, stadi e plessi pubblici che non condivido al massimo, ma se quell'intitolazione servisse a tenere vivo il ricordo di un caso in cui lo Stato ha fallito e da cui si sia ripartiti verso un percorso migliore non ci vedrei nulla di scandaloso.

  1. P.S. CUSTODIA CAUTELARE..... dal dizionario                         CUSTODIA: La cura affidata a qualcuno di vigilare, sorvegliare, assistere persone o animali o di conservare cose: avere la c. dei bambini, dei malati, del gregge, di un edificio. CAUTELA: Prudenza negli atti e nel comportamento, circospezione.                                                             ...Se l'italiano non è un'opinione qui, come in tanti altri casi analoghi, qualcuno ha cappellato di brutto, e per me quando cappella un funzionario del pubblico impiego, la punizione deve essere più che mai certa, altrimenti di cosa stiamo ragionando?
  2. P.P.S. non ci scordiamo della seconda parte della storia Cucchi: dopo essere stato massacrato di botte, in Ospedale è stato lasciato morire di fame e sete.... nei nostri cattolicissimi ospedali, dove se sei in coma da anni senza speranze di riprenderti medici e infermieri ti tengono in "vita" forzata attaccato a dei tubi perchè così la Chiesa comanda, si lascia morire di stenti un giovane solo perchè è un "tossico e se lo merita o se l'è cercata"? E nessuno paga per questo? Nessuno in quell'ospedale è responsabile? Nessuno sa o ha visto nulla? Questa omertà tra colleghi, che qua a molti da meno noia perchè la vittima è Cucchi, è la stessa che spesso non fa trovare i responsabili di altri gravissimi errori o responsabilità ospedaliere
  3. P.P.S. Se è vero che come cittadini abbiamo innegabili Doveri e Diritti e che ci sono leggi che prevedono punizioni adeguate e riabilitazioni sociali per i "peccatori/penitenti" allora mi va di pari passo che ognuno di noi ha il Dovere di fare il meglio del proprio meglio per restare sulla buona strada ma ha anche il Diritto di sbagliarsi, di avere torto. A Stefano sono stati negati sia il Diritto al torto che il Diritto alla Riabilitazione....

lunedì 24 marzo 2014

Asocial network



"Non caco da 5 giorni!!!"
Messaggio letto ieri nella home di un utente FB

Io non ho la pagina privata del social più famoso del mondo, ma ne ho una per conto di un'associazione che organizza un evento musicale e mio malgrado ogni tanto o per necessità o (lo ammetto) per bieca curiosità mi addentro nella jungla del libro delle facce. 

Rimango quasi sempre incredulo a ciò che vedo e leggo:

settimana scorsa i genitori di una ragazza che conosco avevano postato le foto della figlia in ospedale mentre allattava il figlio appena nato; uno dei momenti più belli ed intimi che possano esistere nell'esistenza di una persona, schiaffato là in bella vista, tramutando la poesia della cosa in un semplice neonato con una tetta in bocca senza alcuna possibilità di scelta sul rendere pubblico o no il suo privato!

coppiette in vacanze amorose, che devono postare ogni scurreggia fatta con tanto di foto allegata per "informare" amici ed amiche rimasti al loro tram tram quotidiano, che devono schiattare di invidia; mentre ogni persona sana di mente si domaderà perchè cazzo sentano il bisogno di farlo? Non vi basta vivervi il momento live?

gente che spara a zero su tutto e su tutti e poi si altera se riceve valanghe di critiche e opinioni differenti dalla propria, scrivendo "questo sono io, questa è la mia pagina, faccio e dico cosa mi pare.." senza arrivare a capire che se lo fai su un social network è perchè vuoi essere letto da più persone possibile e che quindi è naturale ricevere anche un monte di critiche!

gente che si dice quanto si ama, quanto sia fantastico il proprio partner e quanto siano fortunati ad averlo... si ok, ma perchè lo devi scrivere su internet? A chi vuoi che interessi? Chi devi convincere, se non te stesso?

In pratica si posta una continua staffetta virtuale della propria vita reale; finalmente il famoso "minuto di celebrità" (se così si vuol chiamare) è a portata di tutti; oggi chiunque può essere concorrente di un grande reality dove si fa sfoggio di tutto ciò che fino a 4-5 anni fa era più che normale che facesse parte solo della sfera privata di ognuno di noi....

MILIONI DI PERSONE "CONNESSE" QUOTIDIANAMENTE TRA DI LORO IN MODO VIRTUALE E  CHE POI REALMENTE, SE VA BENE, SI "CONNETTONO" TRA DI LORO IN CICCIA ED OSSA UNA DECINA DI VOLTE ALL'ANNO!!

Asocial Network Rules