giovedì 8 luglio 2010

co(g)ito brevissimo

Sono di ieri ed oggi le notizione sul "trattamento speciale" che hanno ricevuto i cittadini Aquilani, vittime del terremoto, a Roma dove si erano recati per una accorata ma pacifica manifestazione di protesta che desse voce alla loro ancor poco facile situazione di vita:
L'Aquila continua ad essere una città fantasma, la ricostruzione stenta a partire, i cittadini sono dispersi in case che non sono le loro, le attività commerciali ovviamente non possono riprendere, insomma, oltre al dolore del recente passato per la perdita di parenti, amici e compaesani, gli abruzzesi devono far fronte ad un presente che difficilmente riesce a fargli pensare ad un migliore futuro..
..e le promesse fatte loro quando era comodo farle?
..e la visibilità che avevano da parte di giornali e tv?
..e la solidarietà dei concittadini italiani?
dove sono finiti tutti i buoni propositi?
"l'ho promesso sulle bare (delle vittime): non lasceremo mai sola questa regione!"
Qualcuno che conta parecchio in questo paese aveva pronunciato questa frase a grosso impatto mediatico ed emozionale solo un anno fa, ad aprile del 2009! Come mai allora i cittadini stessi sono i primi a dover manifestare (raccattando anche manganellate e spintoni) per dare di nuovo memoria alla loro situazione e per farsi dilazionare ancora le tasse?
Io non lo so come funziona negli altri paesi, forse siamo davvero tutti uguali per certe cose, ma noi italiani siamo una razza davvero particolare: al momento del bisogno iniziale ci buttiamo a capofitto tutti nella gara alla solidarietà con donazioni, volontariato, lacrime, empatia verbale e chi più ne ha più ne metta, poi piano piano subentra l'oblio...
Qualcuno potrebbe poeticamente dire: "Lontano dagli occhi, lontano dal cuore", io preferisco dire che abbiamo un co(g)ito brevissimo, pensiamo cioè davvero molto poco. A volte ce ne freghiamo del vicino di casa, figurarsi cosa ce ne frega di qualcuno che vive in un'altra regione a centinaia di km di distanza da noi!
Ma non arriviamo mai a capire che la vita è spesso ciclica e che quello che succede un giorno a qualcun altro, potrebbe un giorno accadere anche a noi o a un nostro caro. E allora perchè non creare un precedente "positivo"? qualcosa a cui si possa tutti puoi guardare con orgoglio per le eventuali occasioni future?
E siccome chi governa si dice sia lo specchio del popolo che lo ha eletto, bè, su alcune cose ho paura che dovremmo anche finire di stupirci e di farci domande

Ah già, ma ora ci sono le vacanze da organizzare, i calciatori in costume da seguire nei rotocalchi di gossip, la finale dei mondiali... tutto il resto verrà (forse) dopo....

1 commento:

  1. Devi dire che non è un caso isolato. In italia e nel mondo. La verità è che purtroppo di queste realtà ce ne sono migliaia in italia, e sarebbe molto più lucido e realistico non fare promesse che, giocoforza, non possono esser mantenute. In irpinia sono 30 anni che la gente sta nei containers... Ci vorrebbe più onestà.

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