martedì 13 luglio 2010

la FebbrA del sabato sera


da ragazzetto, almeno fino ai 16 anni, il sabato sera era la sera che precedeva il dì di festa. Era quella serata dove si poteva tirare tardi a guardare un film per intero e magari vedere anche quello in seconda serata, era, nei casi migliori, la mitica serata del cinema con i genitori. Robe che quando arrivavi a mezzanotte ancora sveglio, ti sentivi grande (più per un compiacimento di resistenza fisica che per altro, dato che io ero per natura solito addormentarmi al massimo alle 22.00).
Poi, con le prime uscite "libere" e l'arrivo alla maggiore età è diventata la serata dove si poteva cominciare a esplorare un pò la vita post cena (notturna sarebbe stata una parola grossa) dei dintorni.
A 20-21 anni il top era andare a Cecina Mare (un paese che dista da casa mia 15 minuti d'auto) con i soliti amici a sentire un pò di musica live. Nel suddetto gruppo di amici c'erano ovviamente single e coppie, e c'era una cosa che un pò divideva la fauna maschile da quella femminile: noi ometti non sentivamo l'irrefrenabile bisogno di "programmare" uscite con destinazioni lontane, non avvertivamo quello stesso desiderio femminile di andare verso locations più esotiche distanti un paio d'ore d'auto da casa.
E come mai non c'era questa comunione di intenti tra noi ed il gentil sesso?
in quello specifico caso (non voglio assolutamente generalizzare ed essere sessista) la risposta era semplice: noi ometti godevamo a pieno della nostra stessa compagnia, eravamo cioè più che appagati dalle serate che passavamo insieme, visto che si poteva argomentare di tutto e di più (cinema, politica, musica, libri..), facendo si che il tempo scivolasse via piacevole al bar sotto casa come al locale della sopracitata Cecina; loro, le femminielle, al contrario avevano meno argomentazioni e per loro era quindi più importante la "novità" dell'arredo e della fauna autoctona di un nuovo locale, che poteva dare alle loro discussioni un pò più frivole, nuova linfa vitale e nuovo materiale su cui disquisire per svangare al meglio la serata...
Oggi, che sono un ometto, dall'altarino dei miei 32 anni portati un pò a caso, posso dire che il gioco dello spostarsi la sera con l'auto per posti lontani per tirare tardi, vale la candela in poche, mirate occasioni: concertoni, sagre e feste di un certo livello, eventi o festivals particolari...
Mentre i giovani di oggi lo fanno sempre, inesorabilmente, in massa...
partono alle 22 di sera per farsi 1 o 2 ore di auto, per andare nei posti della "bella vita", dove si possono forse incontrare gli pseudo VIPs del momento, e dove soprattutto la serata non la fanno le argomentazione ed i dialoghi ma il contesto.
Lo scorso fine settimana qui vicino a noi, tra Pisa e Livorno, è accaduto l'ennesimo mortale incidente del sabato sera: un giovane di 20 anni è morto, il cugino che guidava l'auto e che è caduto vittima di un colpo di sonno, si è ripreso ieri all'ospedale, disperato per la sorte del cugino.
Nel solo 2010 nella nostra provincia sono morte ben 17 persone al di sotto dei 40 anni negli incidenti del saturday night..
Non c'è versi, non ci sono Cristi che tengano, la febbrA del sabato sera è inarrestabile.
Per i giovani di oggi, come per quelle ragazze che facevano parte del mio gruppo a 20 anni, non conta tanto la compagnia, l'importante è il contenitore: se stai a 10 minuti da casa a fare due chiacchere, o ad ascoltare musica bevendoti un birrozzo, sei uno sfigato, ma se tiri fino alle 4 di mattina dopo che ti sei fatto rincoglionire dai subwoofer di un qualsiasi localone alla moda del momento, sei un figo della madonna (per dirla alla maniera dei giovani).
Nel quotidiano locale di oggi ho letto alcune interviste fatte ai coetanei del ragazzo morto. Dichiarazioni assurde, da brivido, tipo:
"tutti fuori fino all'alba, il giorno dopo ti inventi un paio di storie e diventi un figo"
"cominciamo a uscire di casa a 13-14 anni e a 18-19 già devi quasi per forza fare più tardi, altrimenti non sa più di nulla"
"nessuno pensa ad andare a letto quando si diverte"
é tutto paurosamente vuoto a mio modestissimo parere. Queste generazioni sono figlie di un disinteresse globale che spaventa. Gli ultimi baluardi di ragazzi che un pò mi ricordano noi alla loro età, li trovi in alcuni paesini dell'entroterra, dove ancora ci si aggrega per suonare in band, per partecipare alle feste del tuo paese, dove se esci di casa, hai li con te tutti gli amici ed i parenti di sempre con cui puoi parlare e fare di tutto, dove non importa andare in culonia e tornare a casa come zombie alle 6 di mattina per essere il figo del paese.. Anzi, li forse vale ancora la valutazione contraria...
La notte anche nelle favole e nei racconti è il giorno dei Vampiri, loro si che se la godono solo nelle ore buie.. Ma loro sono per l'appunto Nosferatu, non morti..
Mamma natura a noi comuni mortali ci avrebbe dato le ore del sole e poco più per sentirsi vivi.
Ma tanto chi l'ascolta più mamma? C'è La FebbrA del sabato sera che ci ha reso un pò sordi da quell'orecchio... e intanto i giovani cadono quasi come ai tempi della guerra....

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