mercoledì 28 luglio 2010

Saverio Saltarelli, ovvero de "l'Italia, Patria della meritocrazia"


Se vi chiedessero: cosa bisogna fare durante la carriera di tutore dell'ordine per poter diventare, ad esempio, comandante dei Vigili di Milano e rimanerlo fino all'età della meritatissima Pensione?
Qualcuno forse direbbe: essere un esempio di correttezza, di legittimità, di senso del dovere ma anche di giuste misure. Altri aggiungerebbero essere sempre al servizio del cittadino più debole, saper tutelare i più indifesi, avere il senso di giustizia e chissà quali altre qualità..
Bè, l'Italia, si sa (ce lo ricordano ogni giorno i nostri amati politici) è il paese della meritocrazia per eccellenza.
Chi di loro non si è sudato e meritato il posto di rilievo ottenuto dopo anni di sacrifici e correttezza?
Chi mai potrebbe dire che qualcuno a volte arriva immeritatamente al potere?
Bè, lo sapete voi chi è stato il comandante dei vigili di Milano sino al 2006, anno in cui ha ceduto il posto al suo vice per aver raggiunto l'età della pensione?
tale Antonio Chirivì..
E sapete cosa c'è nel suo invidiabilissimo curriculum?
Era a comando di un reparto composto da un centinaio di militi dell'Arma che il giorno 12 dicembre 1970 fece fronte ad un "pericolosissimo" presidio antifascista promosso dal Movimento Studentesco Milanese che stava dimostrando nella zona circostante all'università Statale di via Festa del Perdono, per la liberazione di Valpreda-Borghese-Gargamelli.
E come fece fronte? vi chiederete voi..
Contenendo?
naaaaaaaa
Rispondendo in maniera adeguata e paritaria alle offese fisiche e/o verbali degli studenti?
naaaaaaaa
ma come farebbe chiunque altro fosse dotato di assetto antisommossa, con armature, caschi, scudi, pistole, manganelli ma soprattutto effigiato della difesa e del cieco appoggio della legge, e cioè:
aprì il fuoco contro gli studenti. Rivoltellate e candelotti lacrimogeni sparati ad altezza d'uomo.
Risultato: un giornalista e uno studente feriti dai proiettili e Saverio Saltarelli ucciso, colpito in pieno petto da un micidiale candelotto lacrimogeno ricoperto di metallo.

E chi era costui, tale Saverio Saltarelli?
Saverio Saltarelli era nato a Pescasseroli nel 1947 ed era andato a Milano per laurearsi in legge; nel 1970 era iscritto al terzo anno del suo corso di laurea e come tantissimi giovani di quegli anni era impegnato nelle lotte per la democrazia e il diritto allo studio.
Al suo paese, da ragazzo, aveva organizzato delle lotte contro la devastazione del Parco Nazionale degli Abruzzi ad opera della speculazione edilizia e per alleviare la grave condizione dei lavoratori stagionali e degli edili. Nell'estate del 1969, mentre lavorava come falegname in un cantiere di Pescasseroli, organizzò un gruppo di studenti-lavoratori per denunciare il supersfruttamento degli stagionali costretti a lavorare fino a 14 ore al giorno e senza contributi. Appena articolò la prima protesta venne licenziato. Ma egli non smise di lottare e denunciò con un volantino la politica del sindaco che favoriva la speculazione edilizia ed il saccheggio del Parco.

Qualcuno sicuramente penserà che se lo era meritato, perchè se uno va in strada a manifestare con altri studenti contro il fascismo e per il diritto all'eguaglianza, il minimo che si deve aspettare è che la Pula o i Carramba Boys sparino ad altezza uomo....

Io penso che sia uno schifo che la nostra storia sia piena di vittime dello Stato i cui carnefici, la maggior parte delle volte, riescono a farla franca.

Saltarelli è del 1947, e mi è venuto da pensare che mio padre è del '44... 3 soli anni di differenza..
Mio padre come molti suoi coetanei è potuto crescere, diventare uomo, finire gli studi, cercarsi un lavoro, innamorarsi, sposarsi, e avere dei figli.. Ha potuto in pratica vivere la sua vita e i suoi sogni. Saverio no!
E solo perchè un altro uomo ha deciso che far sparare ad altezza uomo contro degli studenti in manifestazione era la reAzione giusta.
Non sono qua a promuovere uno spirito di violenza e nemmeno a dire che le vittime dei componenti dell'arma non siano da celebrare; però mi da estremamente noia che chi uccide o ferisce un tutore dell'ordine venga giustamente processato e condonnato, mentre per la situazione inversa, quasi mai si arrivi alla giusta punizione.
Perchè non si fanno funerali di Stato chiedendo scusa anche per un giovane ucciso dallo Stato stesso?
Dove è la differenza?
Perchè un uomo che negli anni '70 era a comando di altri militari e durante delle manifestazioni ha deciso di sparare sulla folla, facendo feriti ed una giovane vittima, riesce a farla franca e non solo a preservarsi il posto ma addirittura diventare comandante dei vigili per altri 26 anni?
Queste son le cose che proprio io non ce la faccio a spiegarmi...
Qualcuno non paga mai i propri errori e per assurdo viene in pratica premiato.
Le vittime di stato non sono poche:
http://www.senzasoste.it/speciali/la-giornata-della-memoria-uccisi-dallo-stato
e di loro rimangono poche memorie. Se ne ricordano quasi solo amici e parenti...
Non è giusto.
Saverio Saltarelli oggi avrebbe 63 anni. Chissà cosa farebbe se fosse ancora vivo.
Vivrebbe sempre a Milano? Che lavoro farebbe? Sposato? Figli?
A me piace immaginarlo impegnato in politica per un Nord ed uno Stato diverso da quello che lo hanno ucciso; un uomo di grande spessore sociale e politico che però torna spesso alla sua Pescasseroli, per tornare dagli amici di infanzia a condividere momenti sereni, semplici e leggeri...
Ciao Saverio

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