mercoledì 21 luglio 2010

Su i giovani d'oggi ci scatarrano sù...


Già era difficile trovare un posto di lavoro per un giovane (laureato, diplomato, "MASTERizzato" o analfabeta che fosse), ma ora pare che la crisi abbia colpito più di tutti proprio loro, le nuove leve. Infatti sembra che la crisi nel 2009 a livello occupazionale abbia fatto sentire i suoi effetti peggiori sui giovani: tra i 15 e 24 anni si è infatti registrato un taglio del 10,8%, e anche tra gli occupati più grandi (fino a 34 anni) si rileva un'intensa riduzione, mentre non è stata intaccata la fascia più matura dei 55-64 anni, il cui numero è risultato persino in aumento. Lo afferma il rapporto del Cnel sul mercato del lavoro 2009-2010, nel sottolineare che in termini assoluti tra il 2008 e il 2009 si sono persi 485mila posti di lavoro per persone fino ai 34 anni, mentre per le classi più mature (dai 35 anni in su) si registra un incremento di 125mila occupati, concentrati essenzialmente sulle età prossime al pensionamento.
Chiaro no? Chi stava lavorando da relativamente poco, con i soliti contratti del caxxo a progetto, a termine, a tempo determinato (per farla breve: quei contratti a 90° gradi) è stato definitivamente inchiappettato dal datore di lavoro e dall'azienda, mentre chi era vicino alla pensione ha stranamente goduto come un riccio. Interessante fenomeno: si continua a privilegiare l'anziano dipendente, quello esperto ma ormai anche un pò privo di motivazioni, di stimoli, quello magari meno aggiornato sulle novità ma anche quello ormai più malleabile, senza particolari pretese alcune se non quella appunto di guadagnarsi la chimera pensione.
I governi continuano ad innalzare l'età pensionabile perchè è palese che per loro pagarti la pensione, che di base ti sei pagato da solo per una vita di contributi dati, sta diventando controproducente, dato anche l'aumento dell'aspettativa di vita. I soldi che ti prendono ogni mese a loro servono ad altro: manovre, manovrine, tappa buchi, deficit pubblico, voli di stato con menestrelli e troie a bordo, insomma tutta roba di alto interesse pubblico.
E io, che non sono un genio ne di economia ne di politiche del lavoro, da una vita mi domando: ma se la gente non ci va mai in pensione, i giovani, come caxxo lo trovano un posto di lavoro?
E infatti la disoccupazione giovanile è per l'appunto in netto aumento da anni ormai.
Il Governo ti dice che in momenti di crisi è giusto tutelare i capofamiglia, le persone che più difficilmente potranno trovare altri lavori, si ok, tutto sacrosanto, ma forse il giovane che ora ha 27, 30, 35 anni, sarebbe potuto essere lui stesso padre di famiglia, se avesse trovato lavori con contratti più "lungimiranti" e meno ad orologeria. Senza contratto fisso non si comprano case, non si fanno progetti, difficilmente si sceglie di fare figli. E forse se quel giovane aveva il suo lavoretto e se ne era potuto andare via di casa, a quel punto il padre over 60 non era più lui il capofamiglia da tutelare. No?
E' il famoso cane che si morde la coda, e il governo in pratica "sponsorizza" il giovane bamboccione che è, suo malgrado, costretto a rimanere in casa con i genitori fino a 35 anni almeno. E così si tira su una generazione di senza-futuro e di futuri genitori, in media europea, anziani. Se d'estate vai al mare e guardi le famiglie italiane con bambini su i 5-6 anni, vedrai dei genitori nettamente sopra i 40, e solitamente con figlio unico o al massimo due. Se vedi i turisti francesi, olandesi, belga o tedeschi, vedi coppie di novelli 40enni con 3-4 figli il cui maggiore ha già i suoi 10-12 anni..
La politica del lavoro "flessibile", quella appunto dove il giovane si deve chinare a 90° gradi e prenderlo sotto la coda, senza manco un bacino sul collo a fare da preliminare, ha contribuito a trasformare l'italia in una Paese per Vecchi fatto da vecchi; l'età media nazionale è 43 anni, in Francia si scende a 37 anni, in Olanda e Belgio siamo a 39.
Pare che entro il 2050 l'Italia dovrà aumentare l'età pensionabile a 77 anni o ammettere almeno 2.200.000 (odiatissimi) immigrati all'anno per mantenere il suo rapporto lavoratore-pensionato; questo perchè da noi circa il 25% delle donne non hanno figli e un altro 25% ne ha solo 1.
Più del 30% dei maschi italiani di età superiore ai 30 anni vive in case di proprietà dei genitori.
Mi sembra di capire che ci aspetta un futuro da nazione vecchia, con sempre più stranieri e che tenderà sempre di più a privilegiare i vecchi e i loro bisogni. Si tutela chi ha ormai tutta la vita alle spalle, chi ha quasi sicuramente una casa già sua e i figli totalmente indipendenti a discapito di chi ha tutto il presente e il futuro davanti, che sicuramente non ha grosse proprietà private e che forse è costretto ad aspettare troppo tempo per fare figli.
Stendendo poi un velo pietoso su quello che è ormai un altro vergognoso hobby nazionale nelle piccole e medie imprese, e cioè quello dello andare ufficialmente in pensione per poi mantenersi il posto di lavoro magari con contratti part time, per poter continuare ad avere il solito stipendio di prima, ma occupando di fatto un posto di lavoro che dovrebbe essere invece libero e disponibile per le nuove leve...
Geniale, quando si tratta di fare trojai in italia siamo sempre i numeri 1, che si sia di destra, di sinistra, di mega aziende private o di sedicenti cooperative sociali, il risultato è sempre lo stesso: siamo un popolo di ladroni!!

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