martedì 3 agosto 2010

Arrivederci amore ciao


A volte duro e diretto come un pugno piantato nello stomaco ma allo stesso tempo così ben scritto e scorrevole da perdercisi dentro. Carlotto ci fa capire che nella vita non tutto è nero o bianco, che spesso le parabole non sono nettamente ascendenti o discendenti, ma che ci sono alti e bassi continui e che spesso è difficile capire chi siano i buoni e chi siano i cattivi...

Il protagonista di questo romanzo decisamente “pulp all’italiana” è un "duro" di quelli veri, con pochissimi scrupoli, che pensa sempre e solo a se stesso; lui e le sue vicende sembrano saltar fuori dalla cronaca nera degli anni di piombo italiani: rapine, omicidi, prostituzione, malavita, violenza, poliziotti corrotti....

Ma nonostante tutto la cosa che più colpisce di questo libro è che, in fondo in fondo, quasi si prova comprensione, una sorta di simpatia, per chi da una serie di eventi negativi della vita, si ritrova poi a compiere i peggiori crimini con la più disarmante naturalezza e freddezza.

Non fraintendete però, Carlotto non ci propone un elogio alla delinquenza, ma nemmemo si mette a giudicare: si e ci pone come spettatori degli eventi così come sono, dandoci la possibilità e la libera scelta di poterne trarre ognuno le proprie conclusioni.

Il consiglio che vi do è: compratelo e leggetelo, è cosa rara trovare un romanzo noir all’italiana così ben scritto e coinvolgente.



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