martedì 28 settembre 2010

Benny e Joon (1993) di Jeremiah S. Chechik


Spesso si crede che per fare un grande film ci sia bisogno di storie complesse, basate su misteriosi intrighi e avventure mozzafiato o che si debba ricorrere a mirabolanti effetti speciali conditi da ritmi adrenalinici e cast stellari; Benny & Joon è la dimostrazione dell’esatto contrario: una storia umana, una commedia leggera, con alcuni risvolti importanti che fanno riflettere su tematiche non semplicissime da affrontare.

Benny e Joon sono fratello e sorella rimasti orfani da piccoli. Benjamin il fratello maggiore, fin dall’infanzia si è fatto carico della sorellina Joonipher, la quale soffre anche di un lieve ritardo mentale. Ormai trentenni vivono ancora insieme, sotto lo stesso tetto, uniti da un fortissimo legame affettivo ma sospesi anche su una fragilissima rete di precari equilibri e compromessi obbligati. Benny non riesce ad avere una sua vita privata, assorbito completamente dalla sorella Joon, che passa le sue giornate a dipingere e a far scappare le domestiche alle quali è affidata. Ma nella loro vita sta per fare il suo ingresso Sam, cugino stravagante di un amico di Benjamin, ceduto in “affidamento” attraverso una giocata a poker, che entrerà diritto come un treno portando a galla sia alcune fragilità del loro rapporto, sia positive novità.


Per chiunque creda che la maestria espressiva e recitativa del grande Johnny Depp, abbia trovato la sua massima espressione solo nella maturità, con film come “I Pirati dei Caraibi” e “Neverland un sogno per la vita” credo che dovrà ricredersi: in questa performance, un giovanissimo Depp mostra già il suo saper essere istrionico e al di fuori degli schemi.


Benny e Joon ci parla, ci dice in maniera delicata e sensibile che nel mondo c'è e ci deve essere spazio per tutti, anche per chi, sia per volontà, sia per reali incapacità, non riesce a confarsi agli schemi prestabiliti: magari due paia di gambe, non proprio perfette, non esattamente pari, messe insieme secondo una loro armonia e secondo le loro forme, riescono lo stesso a sorreggere un tavolino, che non sarà fedele agli standard ma che potrebbe essere talmente originale e unico da poter piacere anche di più.



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