lunedì 27 settembre 2010

chi è costui?


A volte c’è bisogno di sapere, di capire, per poter avere un’opinione un pò più seria e fondata su fatti e protagonisti..

In questa bagarre continua che è diventata la politica, in questo calderone da inferno dantesco che ogni giorno ci regala insoliti siparietti e dichiarazioni da far accapponare la pelle, ci sono alcuni personaggi di cui è sempre bene a mio avviso ricordare il background per poter “giudicarli” col senno di poi e per poter decidere quale peso sia giusto dare a quello che dicono o fanno..

Tipo, prendiamone uno a caso (che è un pò il metodo che usano anche i boss politici di oggi), l’attuale ministro della difesa La Russa, se uno lo vedesse solo ora per la prima volta, cosa penserebbe di lui?

Sicuramente che è un Berlusconiano di quelli di ferro, di quelli che si immolerebbe per il suo leader; in seguito che è un uomo politico che tenta di apparire giocoso, ben disposto e tollerante, ma che alla seconda contraddizione di fila, perde un pò le staffe e incalza il momentaneo interlocutore con voce tuonante e semi intimidazioni.

Ma se si cominciasse a guardare il suo percorso?

cito da wikipedia:

Ignazio La Russa, ha studiato a San Gallo, in un collegio della Svizzera tedesca, per poi laurearsi in giurisprudenza all’Università di Pavia. Fu in prima linea nella fondazione del partito Alleanza Nazionale, guidato da Gianfranco Fini, nel 1995.

Di origine siciliana, si trasferisce a Milano. Il padre Antonino La Russa era senatore del Movimento Sociale Italiano.

Nel 1971 è responsabile del Fronte della Gioventù, il movimento giovanile del Movimento Sociale Italiano.

Nel 1985 è eletto consigliere regionale della Lombardia.

Eletto deputato per la prima volta nel 1992, è stato confermato alla Camera nel 1994, nel 1996, nel 2001, nel 2006 e nel 2008.

L’8 maggio 2008 viene nominato ministro della Difesa nel governo Berlusconi IV e l’11 maggio 2008 reggente di AN; ha detenuto quest’ultima carica fino all’ingresso di Alleanza Nazionale nel Popolo delle Libertà, fatto avvenuto il 29 marzo 2009, venendo poi nominato coordinatore nazionale del PdL assieme a Sandro Bondi e Denis Verdini.

All’interno del PdL, il 2 maggio 2009 La Russa ha fondato «La nostra destra», per rivendicare la sua cultura politica di provenienza, e per sostenere come la corrente minoritaria dei cosiddetti finiani non rispecchi più le posizioni della destra

E’ “autore” di simili dichiarazioni e performance:

sulla sentenza della Corte Europea sul crocifisso, ribadendo il suo dissenso esclamò “E comunque non lo leveremo il crocifisso, possono morire. Il crocifisso resterà in tutte le aule della scuola, in tutte le aule pubbliche. Possono morire, possono morire, loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla”

durante una conferenza stampa del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dapprima invitò il giornalista freelance Rocco Carlomagno a smetterla di interrompere il premier con le sue domande e poi lo strattonò

Il pacifismo unilaterale ha solo portato alla sopraffazione di chi credeva al pacifismo nei confronti di chi invece continuava ad usare le armi... questo è quello che è successo”

tant'è che recentemente ha proposto l'insegnamento dell'arte militare nelle scuole lombarde


quindi si può evincere che:

1-da cofondatore di An con l'ex leader ex amico Fini, adesso non si rivede più nei valori di quella destra che vede in Fini sedicente difensore di alcuni valori tipo la difesa della Costituzione e della legalità, ma si rispecchia in quelli della politica di Silvio e compagni che cercano ad esempio di trovare il modo politico di bloccare i processi al premier e che votano No all'utilizzo delle intercettazioni per procedere contro Cosentino, e che in effetti gli hanno dato cariche istituzionali e ruoli di un certo livello di importanza;

2-da famiglia di emigranti, dal sud verso il nord dove ha trovato inequivocabilmente fortuna, si trova benissimo in alleanza politica con un partito come quello della Lega Nord che da sempre fa leva quasi esclusivamente sul razzismo e sulla voglia di rimandare a casa "neger e terun" a favore dei puri figli del Pò;

3-nonostante vari tentativi di apparire come un personaggio pubblico solare e ridente, disposto alle critiche e al confronto, perde quasi sempre le staffe se stuzzicato nei punti vivi e si lascia allora andare a quella che è la sua vera indole: dichiarando che chi non ama il sacro crocifisso può tranquillamente morire (che un pò stride con quello che insegna la religione Cristiana compassionevole e ben disposta verso il diverso e il bisognoso); aggredendo fisicamente chi fa domande non gradite al suo leader politico (cose che non s'erano mai viste prima nella storia) e che da buon "amministratore" delle forze armate nazionali, non crede più di tanto nella Pace senza la Guerra....


Ecco, prese in analisi tutte queste piccole notiZiuole, uno potrebbe a questo punto dire con più serietà e convinzione se un uomo politico come Ignazio gli piace o no....


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