venerdì 8 ottobre 2010

Pensiero fisso

Non ce la faccio, continuo a pensare a questa tragedia. Non riesco a capacitarmi di quanto un essere vivente possa essere mostruoso e disumano. So che non è la prima e purtroppo non sarà nemmeno l'ultima volta che accade un fatto del genere, ma ora c'è lei, c'è Sarah.
Non riesco a non pensarci. E' una storia che mi fa riflettere, rimuginare di continuo, ma che poi non mi lascia dentro altro che un grande enorme vuoto.
Cosa c'è che non va? Come si può arrivare a queste realtà?
Come può un uomo, un padre di famiglia, un marito, con due figlie, arrivare a compiere questo tipo di azione? Come può nascondere ai suoi questa indole? E' possibile per chi ti sta vicino tutti i giorni non accorgersi mai di nulla?
Dice tutto chiaramente e lucidamente in maniera anche provocatoria Concita nel suo editoriale dell'Unità di oggi, qui siamo difronte alla famiglia media italiana: "tutti sposati in chiesa, nessuna coppia di fatto, nessun legame omosessuale, nessun figlio in provetta, nessuno "straniero" acquisito. Tutto "secondo natura"". Si potrebbe aggiungere pure lavoratori, insomma, all'apparenza gente senza grossi problemi e con una vita che fila liscia come l'olio.. Eppure nella normalità nazionale si è sviluppata la tragedia e ha preso vita il mostro.
Poi come sempre c'è il dopo, i commenti della gente, l'indignazione di alcuni, la saccenza di altri, la spettacolarizzazione televisiva del dolore: gente che dice "era scontato che fosse lo Zio", altri che dicono "la soluzione è la fuga degli adolescenti dalla famiglia per salvarsi" e tutti i commenti di sempre: "sembrava un uomo tranquillo", "certo anche la cugina poteva fare qualcosa"...
Come si può dire che era scontato che fosse lo Zio? un uomo con figlie, sposato in chiesa, lavoratore... come si può dare per scontato che un uomo senza apparenti turbe psichiche, potesse aver voglia di avere rapporti sessuali con una nipote che avrà sicuramente visto nascere, crescere, ridere, divertirsi, condividere gran parte della sua vita con la figlia come una figlia acquisita..
Come si può dire che la salvezza dei figli sta nella fuga dalla famiglia? A 15 anni, si ha tutto il diritto e il bisogno di vivere in famiglia. Che fine fanno i valori dei legami affettivi, forse è proprio in queste affermazioni che si evince che qualcosa non va più nei rapporti.
E la società, e la TV, e chi ci governa, che esempi e che input ci danno?
Lo show business e il mondo politico sono strapieni di rapporti ufficiali e non, di uomini ultra sessantenni con ragazze a malapena maggiorenni. Le ragazze in tv sono sempre meno vestite e sempre più ammiccanti: parliamo di sport? e io ti faccio vedere un pò di tette; c'è miss italia, che fino a pochi anni fa era presentata nel quantomai succinto costume intero? adesso bikini al limite del perizomato, LATI B, battute a doppio senso, o anche a senso unico; il dopo tg di Striscia? le veline sono inutili ma sempre quasi nude, e ogni anno migliaia di ragazzine tentano di diventare come loro; i Reality della finzione? manca solo la visita ginecologica in diretta e si è visto tutto. Le domeniche pomeriggio? Ci sono più culi e tette che cervelli validi in onda.. e l'elenco sarebbe infinito...
Non dico che sia tutta colpa della tv, però cosa può succedere nella mente di chi vede ogni giorno, situazioni in cui ragazzette procaci si mostrano mezze nude col sorriso sulla faccia? Quando si vedono uomini per niente attraenti, che hanno all'attivo figli e nipoti, che si portano in camera da letto freschissime neomaggiorenni, cosa deve pensare un uomo con poco spirito di elaborazione della realtà o che già ha in mente malsane idee?
La frase che più mi sciocca del Mostro è: "L'ho uccisa perchè mi rifiutava"
Capito? più che la paura di essere scoperto o la vergogna di se stesso, non sopportava il rifiuto. Come a dire: ma come osi rifiutare le mie avances..
E in questo ci rivedo un pò la deviazione del mondo di cui parlavo qualche rigo sopra. La società di oggi ci pone un modello in cui la donna, finta emancipata, non dice mai di no, e pare anzi battersi per ottenere lei le attenzioni di uomini attempati. Sicuramente queste cose succedono purtroppo da sempre, ma un caso come quello di Sarah mi fa veramente pensare che anche il mondo in cui viviamo oggi abbia le sue colpe.
Con questo non voglio assolutamente alleggerire neanche di un grammo la colpa dello Zio di Sarah, quello è un Mostro senza scuse e attenuanti, ma vorrei che si aggiungesse anche la colpa al sistema che si è creato di totale mercificazione del sesso femminile, complici e colpevoli anche le donne che vi si gettano senza pensare alle conseguenze.
Non sono un bigotto, e tantomeno un'ipocrita, ma vedere sempre e comunque puppe e culi a gratis in tv non credo sia eccitante o piacente e credo ancora meno che faccia bene sia alle giovani donne che crescono con quei modelli sia agli uomini che non riescono a capire che gran parte di quel sistema è finzione e opportunismo...
Scusate se ho riparlato di questa storia, ma proprio non posso fare a meno di pensarci..

2 commenti:

  1. "la morte di una persona è una tragedia, quella di milioni una statistica". Stalin ne avrà dette e fatte di cazzate ma qui aveva desolatamente ragione.
    E' per questo che sono portato ad ignorare la maggior parte dei fatti di cronaca nera, per quanto abietti possano risultare...

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  2. Io credo una cosa: l'empatia è quello che manca nel mondo. Se tutti avessimo la capacità di immedesimarsi nelle situazioni altrui, forse avremmo più rispetto e voglia di dare una mano al prossimo. Il caso di Sarah non si può etichettare come "fatto di cronaca nera" e basta: quando vedi il volto, quando conosci la storia, quando cominci a rivedere nella sua storia realtà vicine alla tua, non puoi ignorare.. Questo non vuol dire che la morte di milioni di persone sia solo statistica: guarda lo sterminio degli ebrei nell'ultima guerra mondiale, fortunatamente ancora oggi se ne parla, ancora oggi ci sono occasioni per commemorare quei morti e ancora oggi si vedono le facce di quelle vittime, in documentari, film, articoli, servizi e ancora oggi c'è chi si immedesima e si commuove e indigna per milioni di morti.. Se poi si vuole dire che il sistema di morbosità televisiva e non, che gira intorno alla cronaca nera sia da abolire, allora siamo daccordissimo.
    Io dico che la morte, che sia di uno o che si di milioni, deve essere sempre guardata con rispetto e voglia di capire, perchè il ragionarci sopra è sempre e comunque importante. Ignorare non so quanto possa essere socialmente utile. Poi magari mi sbaglio...

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