venerdì 5 novembre 2010

COMPITI INGRATI


Io capisco che sia una specie di missione per loro, un compito dal quale dipende la loro "salvezza" professionale, però a volte leggere le porcate che scrivono testate giornalistiche come Libero e Il Giornale ha davvero dell'imbarazzante.
Ieri sera ho guardato la puntata di Annozero, e credo che vedere Ghedini così in difficoltà e spesso ammutolito, cercare di ripetere sempre la stessa novella (e cioè che Silvio è solo una persona estremamente generosa e buona d'animo) abbia davvero dell'inverosimile.
E nonostante ciò, il Giornale di oggi titola così: Annozero, la gogna a luci rosse contro il premier. Ghedini riesce a smontare il teorema in diretta tv

Ma questi qua di cosa si fanno? io capisco che contano sul fatto che i loro lettori in buona percentuale non seguano il programma di Santoro, ma arrivare per questo a mentire spudoratamente su un quotidiano credo varrebbe la pena di radiazione dall'albo dei giornalisti.
Inizia così il penoso articolo:
"C» come cubista. O «E» come escort. E magari anche «G» come gnocca. Fermiamoci qui, per decenza, senza voler arrivare a decriptare altre iniziali, collocate un po’ più verso il fondo dell’alfabeto, nonchè nelle zone basse della morale corrente. Roba tipo la «P», la «T» o la «Z», alle quali sarebbe esercizio molto facile - da caserma - aggiungere il seguito dell’appellativo. Singolare, femminile."

Bè in tanto per cominciare se il vostro beneamato premier va con i puttanoni (lettera P) e frequenta questo genere di persone, mica è colpa di Annozero, e poi parlate di decenza, voi che difendete uno che frequenta anche minorenni per sollazzo personale. La caserma sarebbe il top dell'eleganza in confronto alle zoccolone (lettera Z) da bordello di lusso che girano nei pressi del signor B.

Poi continua citando una frase del prode Ghedini:
"...Mentre alla possibilità che in casa Berlusconi possano entrare stupefacenti - ha tagliato corto l’avvocato - questo mai e poi mai, con i controlli continui che ci sono. Tutto questo dovrebbe indurre un po’ di prudenza in chi sta parlando"

Ma stiamo parlando del solito uomo che ha fatto entrare nelle residenza istituzionale di Roma una schiera di troioni (lettera T) di lusso con tanto di videocellulari che han filmato e fotografato indisturbate l'interno? Perchè se questi sono i livelli dei controlli attorno al premier quando è in veste istituzionale, mi immagino quando è nella sua residenza privata come sia tutto "sicuro"

Poi andiamo oltre con questa perla:
"Lo stesso Antonio Di Pietro, inveendo contro l’avvocato con la solita aggressività boriosa di quando faceva il pm, e questo per il semplice fatto che Ghedini aveva osato contraddirlo, si è trovato costretto suo malgrado ad ammettere che la questione dell’altra vicenda, quella della marocchina Ruby, non è giudiziaria. Può essere anche moralmente riprovevole, ma reato non è.

Non si tratta di un reato, bensì di un delitto politico che sarà soggetto al giudizio della storia», ha nientepopodimeno pontificato di rimbalzo, in vistoso e disagevole debito di prove giudiziarie anche la direttora dell’Unità, Concita De Gregorio, avventurandosi a tessere un ardito parallelo tra la situazione di cui si parlava e una remotissima realtà legata all’ancor più remoto Venezuela."

Primo: Di Pietro si sarà anche scaldato contro Lerch Ghedini, ma per il semplice fatto che come la maggior parte dei seguaci del Silvio Style, è solito parlare quando è il suo turno indisturbato ed è solito interrompere continuamente montando sopra al parlato altrui quando si dicono cose a lui scomode, mancando ovviamente di rispetto a chiunque.
Poi evinciamo che se un presidente del Consiglio, come ammettono Il Giornale e Ghedini stessi, non commette un vero e proprio reato ma qualcosa di moralmente riprovevole, allora va tutto bene, tanto oh, è solo il primo cittadino di una Nazione, mica nessuno di importante.
E per finire sulla totale falsità sulla De Gregorio in difficoltà nei confronti del contorsionistico avvocato, vorrei solo ricordare questo dialogo tra i due: La Concita chiede ad un certo punto al servo del signor B. se avessero sentito come difensori del suddetto, anche questa famosa Michelle, la "ragazza" che aveva il cell di Silvio e che lo aveva avvertito la notte in cui Ruby finì in questura, per capire come mai una tipa del genere avesse il numero privato del premier. Ghedini vistosamente in imbarazzo da una prima risposta a bruciapelo, dicendo che non aveva ritenuto necessario interrogarla. Nel proseguo della puntata, dopo aver forse ragionato sulla importante gaffe, ha cominciato a dire che l'avevano cercata ma che non eran riusciti a contattarla..
L'arte del mentire è ormai pane quotidiano negli ambienti vicini al premier, come ci insegnano addirittura un avvocato e parlamentare e un giornalista

Ma si sa, sono compiti ingrati, quelli dei Lecca Culo (lettere L e C) a oltranza...

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