giovedì 2 dicembre 2010

DIFFERENZA DI STILE

Leggete questi due articoli di due differenti testate: il primo è l'editoriale di ieri dell'Unità, scritto da Concita, il secondo è della testata Libero di Belpietro, scritto da Facci...
Ora, io mi domando, a parte la differenza indiscutibile di stile e di classe nella scrittura, non capisco perchè, un giornalista serio, debba leggere un giorno un pezzo scritto da un collega, che nemmeno lo riguarda, che nulla ha a che vedere con lui, per poi il giorno seguente rispondere (senza che nessuno gli abbia fatto domande) come se si trattasse di uno scolaretto delle medie invidioso del compito fatto da un compagno di classe..
Io la vidi l'intervista di Monicelli andata in onda da Santoro a Rai per una notte: era un'intervista di un uomo molto amareggiato per come stanno andando le cose nel nostro bel paese, una critica lucida e sensata sull'era moderna dell'Italia e c'era in particolare un'aspra valutazione sul disinteresse generale alle cose importanti della vita, specialmente da parte dei giovani. Mi ricordo che verso la conclusione parlò proprio della necessità di una rivoluzione.
L'editoriale di ieri della De Gregorio io l'ho trovato di una bellezza e di una umanità davvero rare: riuscire a mettere in parole quello che credo in molti abbiamo pensato quando abbiamo letto dello striscione dei ragazzi di Napoli dedicato proprio al Maestro e del coro Brancaleone degli studenti alla stazione a Roma, collegando il tutto al gesto estremo di Monicelli, credo sia stato di una difficoltà unica. Solo chi ha estrema sensibilità e attaccamento al nostro futuro poteva farlo.
Facci adopera termini come "scassarmi i coglioni" con "questgiovinastri, pecoroni con lo zainetto firmato" credendo che basti mettere un pò di sguaiatezza verbale per poter richiamare lo stile ed il pensiero di Monicelli... Povero Facci, se Monicelli fosse ancora vivo, credo che ti manderebbe direttamente a quel paese... Citare "Amici miei" come esempio di maschilismo, quando si tratta palesemente di una visione affettuosa, tinteggiata con toni a volte nostalgico amari, su una delle cose più belle della vita e cioè l'amicizia e il tentativo di affrontare con li scherzi e i compagni di una vita, la non voglia di crescere una volta entrati nel "sistema adulti", mi pare dia da se una chiara visione di quanto tu poco possa permetterti di citarlo a pro di un tuo qualsiasi pensiero. 
Leggere su una delle pagine di Libero, una supercazzola, credo che crei lo stesso senso di disagio e disgusto che si proverebbe nel trovare una citazione del miglior Pasolini in uno qualsiasi dei cinepanettoni natalizi in stile Vanzina & Co.
Penso che sì, sicuramente per questo motivo, Monicelli giunto nell'aldilà, avrà avuto voglia di poter tornare solo per 1 minuto alla vita, per poterti mandare a cagare....



3 commenti:

  1. Bello questo post,Conchita la leggo sempre ma non ho il fegato e nemmeno lo stomaco per leggere Libero,mi viene il vomito,oggi ho notato una sciocchezza frivolissima la Gelmini ha copiato gli orecchini della direttora,uguali non so ma molto molto simili; inutile dire che alla mariastella stanno malissimo :-)

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  2. io invece sono di quelli che pensa sia necessario conoscere il "nemico", e ogni di mi leggo, rigorosamente online (mai darei i miei soldi a quelle testate) Libero e Il Giornale, perchè a dire il vero a volte sono pure spassosi...
    ; )

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  3. non ci riesco più,fino a qualche mese fa facevo come te,adesso non posso,mi incazzo troppo

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