mercoledì 5 ottobre 2011

STRISCE DA BAR (Bistrattati Anziani Romantici)

EPISODIO 5 - "IL VECCHIO E IL BAMBINO"

L'anziano uomo sta là, seduto al tavolino del bar, con il bastone appoggiato alla sedia e la coppola in testa, le carte in mano e lo sguardo stanco che fissa suo nipote. E' dall'inizio dell'estate che ogni pomeriggio, dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 16.00 i due "compari" stanno la a giocare a scopa: le prime volte nonno Piero ha lasciato vincere facile l'erede, ma da qualche settimana ad oggi deve cominciare ad impegnarsi per non essere stracciato dal bambino.
Oggi però, il piccolo Marco, mentre sta per calare il "settebello" si ferma, guarda Piero diritto negli occhi e fa una di quelle domande che solo i bambini possono elaborare:
"Nonno, cos'è la vita?"
L'uomo, un pò scosso, come se fosse stato svegliato bruscamente da un sonno pesante, si ferma qualche attimo a pensare, sa benissimo che il bambino non si accontenterà di una risposta improvvisata, è allenatissimo ai terzo grado di suo nipote...
"Io una vita l'ho vissuta, a pieno: sono stato bambino come te, sono stato ragazzo e quasi subito uomo per colpa della guerra. Ho amato, ho sofferto, ho avuto tanti amici e poche donne: tua nonna, mia madre e mia sorella. Ho lavorato una vita. Ho visto andarsene quasi tutte le persone più importanti per me. Ho avuto la grande gioia di avere due splendidi figli e altrettanti meravigliosi nipoti...
Ma se ti dovessi dire che c'ho capito qualcosa, la risposta è NO! 
So solo che ora che sono arrivato alla fine di questo mio assurdissimo e bellissimo viaggio, provo una grande immensa nostalgia di tutto ciò che è stato, anche dei momenti più difficili!"
Marco, cala senza accorgersene il suo sette di quadri e guarda il nonno, dall'alto dei suoi freschissimi nove anni qualcosa ha capito e qualcosa no.
Gli occhi del nonno, persi nel vuoto, a stento contengono le lacrime, che per un lungo minuto rimarranno la, a dondolare sul bordo delle palpebre, come se le pupille le tenessero abbracciate a se per non farle scivolare via, poi il caldo dell'aria le farà evaporare e come se nulla fosse Marco dirà con voce squillante: "Settebello!"...

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