martedì 13 dicembre 2011

MONTI CI SALVERà O CI FINIRA DI SPAPPOLARE?

Ok, la situazione è critica. Lo era già da tempo, nonostante Berlusca & Co. decantassero un'Italia florida e in salute.
Ma questa manovrina del TreMonti meno Tre a cosa porterà?
La analizzo da uomo della strada, magari con errori e valutazioni non precise, ma voglio provarci lo stesso:
•già da prima del governo tecnico è aumentata l'IVA al 21% e forse a breve aumenterà ancora - cosa comporta questo? è semplicissimo, qualsiasi cosa pagata legalmente e dichiarata costerà di più: dall'indispensabile pane al superfluo cappellino fashion, tutto costerà di più (magari dove è possibile favorendo ancora di più  il movimento al nero di soldi che nella nostra nazione è già da record);
•reintroduzione dell'ICI ora IMU: ritorneremo a pagare una tassa su quello che è già nostro, la casa (lo facciamo già per auto, motorini, TV e molte altre cose). E la cosa bella è che i soldi che prima andavano nelle casse dei Comuni e che quindi in tanti casi vedevi riversare direttamente sul tuo territorio, avendo servizi migliori e spesso "gratuiti", adesso finiranno nel buco nero delle casse dello stato, quindi ripagheremo gli stessi soldi di prima (o magari anche di più) non avendone lo stesso diretto beneficio;
•l'aumento della benzina - in un paese dove già eravamo al top del costo dell'oro nero, dove pare il 59% degli italiani possieda un mezzo a motore e dove l'89% dei trasporti commerciali si fa ancora su ruote di gomma cosa accadrà? semplicissimo l'italiano medio che in tantissimi casi non può fare a meno del proprio mezzo per spostarsi (l'italia è un paese fatta da moltissimi piccoli e medi centri) spenderà a fine anno tanti soldi in più in benzina, e i prodotti che viaggiano appunto sulle due ruote inevitabilmente subiranno anche loro un aumento del costo necessario a ripagare il costo della benza, che si andrà a sommare a quello già avvenuto a causa dell'aumento IVA sopracitato, portando i prodotti di primo genere e non a costare sempre di più;
aumento dell'età pensionabile - tralasciando i disagi che questa manovra creerà a chi già assaporava la meritata pensione, io è da anni che mi domando: ma se la gente dal posto di lavoro non ci si leva più fino ai 65 anni minimo, dove caxxo lo troveranno i giovani il loro posto di lavoro? cioè vivremo in un paese dove i nonni dovranno mantenere lamentandosi figli e nipoti, non rendendosi manco conto che finchè a lavoro ci stanno loro, i figli non potranno fare altro che aspettare i 35/40 anni per sperare in un contrattino di lavoro anche part time. Senza pensare che un 60enne che lavora da una vita, giustamente cerca di spendere il meno possibile, avendo di base meno esigenze di un 20enne/30enne che deve farsi una famiglia, comprare casa, auto e che magari a volte ha voglia di svagarsi e spende soldi anche in cose più futili di bollette o spesa: in pratica un'economia ed un commercio già massacrati dalla crisi e dall'aumento dei costi si impoveriranno ancor di più vedendo circolare sempre meno soldi e portando inevitabilmente maggior crisi dei consumi.

E' in tutto ciò i parlamentari traccheggiano sull'ipotesi di poter vedere tagli anche ai loro stipendi e privilegi, dicendo che così si rischia di fomentare l'antipolitica, perchè non è vero che loro godano poi di tutti questi vantaggi descritti da giornalisti e web...

Siamo sicuri che questa era la miglior riforma possibile? quando già ora c'è chi preannuncia un'altra manovrina simile a primavera per continuare a sanare le casse vuote dello stato. Cioè, fior di tecnici plurilaureati e "masterizzati" non hanno saputo fare di meglio?

Nessun commento:

Posta un commento