lunedì 24 dicembre 2012

MARO' che NATALE VIP

Anche tu vuoi passare un Natale VIP?
Vuoi che il Ministero degli Esteri si adoperi per farti tornare in tempo dalle "tue vacanze indiane" per farti gli auguri di Natale caricandoti sul bellissimo boeing della Repubblica Italiana?
Vuoi che il presidente della Repubblica venga a stringerti la mano e baciarti congratulandosi con te per il tuo ottimo operato?
Vuoi che il governo di un paese in crisi nera che opera tagli ovunque, spenda comodi 800.000 eurini per farti fare le tue sacrosante feste in famiglia?
Vuoi che all'aeroporto ti accolga pure un vescovo per ricordarti che hai il rispetto della Chiesa per le tue mirabolanti imprese?
Se vuoi un Natale così allora non perdere tempo: arruolati subito, vai sulle navi italiane e spara a chiunque ti sembri possa essere antipatico!!! Se a tutto questo riuscirai ad aggiungere pure che hai ammazzato un paio di pescatori indiani (che ce frega a noi saranno stati sicuramente brutti e cattivi), allora il tuo Natale VIP è assicurato, avrei il pacchetto completo sopra mensionato!!!!
MARO' CHE NATALE VIP!!!!




lunedì 10 dicembre 2012

LARGO AL NUOVO.....ovvero de "solo in Italia"





Poco più di un anno fa, si dimetteva il Governo Berlusconi e subentrava quello Monti: la vecchia politica, quella della seconda mandata di ladri autorizzati, aveva fallito ancora una volta. Governo (Berlusconi) e finta opposizione (Bersani) lasciavano al nuovo arrivato una situazione più che disastrosa, sull'orlo del baratro a un passo da Spagna e Grecia. Tutti i media tuonavano: "è l'ora di mandare a casa anche questa classe dirigenziale, hanno fallito, largo al nuovo..."
Nel frattempo un anno di spremuta di sangue con tasse, sovrattasse, reintroduzioni di dazi e controdazi, con tutti che dicevamo di non poterne più, maledicendo quei politici incapaci che seduti sulle loro poltrone per anni ci avevano messo in quella situazione.
L'unica speranza in questo periodo di lacrime e sacrifici era di essere traghettati verso una stagione politica quantomeno nuova, con nuove facce e soprattutto nuova legge elettorale, e non più i soliti volti e le solite porcate, quantomeno dateci delle porcate nuove....
Ora il Governo Monti si dimette, e bada caso ci viene costretto dal redivivo Silvio prima di far approvare importanti decreti come quello dei tagli alla politica, partendo dalle provincie o della modifica de porcellum elettorale...
Andiamo a votare a febbraio e chi votiamo con la solita legge di sempre dove non possiamo scegliere nome per nome chi mandare in parlamento?
Novità delle novità, avremo il PDL con candidato premier Silvio Berlusconi e il Pd con candidato premier Bersani...... in pratica, cari miei compatrioti non è cambiata una emerita cippa, ci hanno spolpato di tasse quelle figure non collegabili a nessun partito per poi rilasciarci nelle mani di quelli stronzi (scusate la licenza poetica) che nella merda ci avevano messo con sommo gaudio.....
solo in Italia, solo da noi possono succedere queste cose senza che il popolo non si incazzi e scenda in piazza a dire: basta, ci avete massacrato i coglioni!!!

mi raccomando, Forza Italia, e rimandiamo Silvio al potere!!!! Ci penserà lui a toglierci ogni tassa possibile e immaginabile, perchè lui lo fa per noi, poteva starsene in una cazzo di isola tropicale a finire i suoi giorni con sole, troje e relax, ma pensa sempre e solo al bene del popolo italiano, e non se l'è sentita di abbandonarci a questi politici e tecnici inconcludenti che pensano solo ai loro interessi privati!!!
GRAZIE SILVIO, GRAZIE DI CUORE!!!

mercoledì 28 novembre 2012

Beatles o Rolling Stones? ma sei scemo?

LA domanda che alla fine, per chi si interessa di musica, arriva sempre è: "chi preferisci? Beatles o Rolling Stones?"
Ma dico io, che domanda è? 
Sarebbe come chiedere "preferisci un menù completo con ogni tipo di varietà delle pietanze e bevande più buone e originali o una portata buona ma singola?" Sarebbe come nell'arte paragonare Michelangelo o Leonardo, (scultori, pittori, inventori, geni..) a un Raffaello, che per quanto bravo fosse mai avrebbe potuto equipararsi ai due prima citati.
Ragazzi, i Beatles in soli 10 anni di attività musicale (1960-1970) hanno fatto nella musica tutto ciò che era possibile e impossibile fare, basterebbe un solo album, il White per avere le contaminazioni che hanno influenzato qualsiasi genere musicale a seguire dagli anni 70 ad oggi, ma se vogliamo essere un pò più "elastici" prendiamone altri due di album, il Sgt. Peppers e Abbey Road e il cerchio è chiuso: chiunque abbia fatto musica dopo questi tre capolavori non ha inventato nulla che non avesse a che fare con un pezzo dei fab 4, partendo dai ritornelli non-sense che ti entrano in testa e non ne escono più di Ob-la-Di Ob-la-Da, alle intro pop-rock di pezzi come Back in the U.S.S.R., passando alle dolci melodie da ballatona di While my guitar Gently Weeps, facendo una full immersion nel primo vero pezzo di rock pesante, quasi metal come Helter Skelter, per arrivare anche a pezzi "allucinati ed allucinanti" come The Walrus o You know my name.....
Hanno inventato tutto: il concept Album, le influenze indiane con sitar e canti mantra (pensate che 30 anni dopo un gruppo come i Kula Shaker ha fatto di questo unico copia-incolla la sua fortuna), hanno sperimentato ogni tipo di look, da quello "bravi ragazzi" con faccino e capello pulito degli esordi, a quello più "grunge" del periodo indianeggiante con capello e barba lunga, non dimenticando nemmeno di sperimentare le divise per il sgt peppers o il look psichedelico di yellow submarine.... nel packaging dei loro 33 giri hanno inserito gadget cartacei vari, sono i primi a fare i concerti negli stadi, ha fare dei veri e propri video musicali... insomma, loro hanno inventato tutto quello che c'era da inventare nella musica e hanno scritto LE CANZONI eterne:
YESTERDAY, LET IT BE, SOMETHING, ACROSS THE UNIVERSE, HELLO GOODBYE, ALL YOU NEED IS LOVE, HELP, STRAWBERRY FIELDS FOREVER, HEY JUDE, TWIST AND SHOUT, REVOLUTION, HERE'S COME THE SUN, MICHELLE.... L'elenco diventerebbe infinito, mi fermo qua.. ma posso tranquillamente affermare che almeno 50 sono le canzoni che hanno fatto la storia.
E i loro "rivali di sempre", quelli della domanda, i famosi Rolling Stones, cosa hanno fatto di equiparabile? Festeggiano ora i 50 anni di attività insieme, no dico 50 anni, e quanti dischi loro hanno fatto la storia della musica per originalità?
Quante persone comuni che non hanno particolare interesse al mondo delle note saprebbe riconoscere un pezzo come Yesterday, All you need is love o Let it be, e quante invece uno qualsiasi del best of dei Rolling?
50 anni contro solo 10, con il quintuplo di tempo a disposizione, per comporre cosa? quante sono le canzoni delle pietre rotolanti che rimarranno nella storia più dello sculettare di Jagger sul palco o dei finti o presunti tali battibecchi con Richards o delle storie di donne e droga? Credo che bastino le falangi di un corpo umano per elencarle, io che ammetto non sono un loro fan, ma amo la musica e ne ho una cultura media, a braccio mi ricordo Simpaty for the devil, Satisfaction, Brown sugar, Wild Horses, You can't always get what you want, Gimme Shelter, Jumpin Jack flash e Angie.... altro non mi sovviene, ma anche volendo esagerare, arriveremo a 20 pezzi 20 indimenticabili per la storia della musica? io non credo proprio... E poi quanti generi e gruppi a venire hanno influenzato?
In concludendo, mantenendo il mio tono polemico e provocatorio che da sempre mi contraddistingue, mi viene da domandarmi: chi pone questa domanda, la famosa scelta tra i due gruppi, quanto ne capisce di musica e quanto invece ripete un banale clichè?

  



lunedì 22 ottobre 2012

essere o vestire? this is the dilemma....

il Teatro Goldoni ha chiuso a Livorno all'incirca sei anni fa. 
Da allora per chiunque passasse di fronte a quello che è stato per la città stessa uno dei centri culturali e di intrattenimento più importanti, si presentava con porte sbarrate con pannelli in legno, lasciando al passante oltre ad un profondo senso di tristezza anche una tutto sommato inquietante incognita: "cosa ci faranno? cosa verrà fuori dai cervelli di amministratori e imprenditori?"
io non vivo proprio a Livorno e quindi non seguivo passo passo la vicenda, ma ogni volta che mi capitava di passare in città mi venivano a mente quelle volte che andai proprio in quel teatro a vedere spettacoli del calibro "the rocky horror picture show" della compagnia ufficiale londinese, "grease" e "saturday night fever" versione italiana e Antonio Albanese ed ogni volta che entravo vedevo nella hall "curriculum" auto celebrativi dello stesso palco che aveva nel corso dei decenni ospitato personaggi del calibro di Dario Fò, Alberto Sordi, Gigi Proietti, De Filippo e molti altri....
Venerdì scorso sono tornato in città con compagna e figlia al seguito, siamo ripassati davanti e..... tragedia delle tragedie sommata a tristezza delle tristezze, abbiamo scoperto cosa a breve verrà inaugurato al posto di quello che era una delle poche culle culturali labroniche: un multinazionalissimo e iperglobalizzante negozio della linea di abbigliamento "(C)acca e emme"....
Dove c'era cultura, condivisione, intrattenimento intelligente e scambio di sensazioni a breve aprirà l'ennesimo clone di altri centinaia di negozi, uguali in tutto il mondo, che ti permettono di essere vestito nella stessa identica maniera di un newyorkese, di un pechinese (nel senso del cane) o di un londinese.. spersonalizzazione e appiattimento che soppiantano cultura, stimolo del pensiero e della fantasia: questo ci propone ogni santo giorno l'era moderna!!!
Sarò retorico e forse qualunquista, ma non c'è da sorprendersi se la nostra società per molti versi sta andando un pò a mignotte: i ragazzi di oggi futuri ometti del tomorrow invece di avere in pieno centro città la possibilità di vedere una compagnia londinese che mette in scena uno dei musical più belli e coinvolgenti della storia del teatro potrà solo scegliere se comprarsi la camicia da boscaiolo statunitense o il cappellino col copriorecchie col pelo dello stilista emergente dello stato del Massaciuccolets... se poi non dovesse amare particolarmente lo style "(C)acca e emme" potrà nella stessa via trovare i già presenti negozi di "zara", "benetton" e "promod" che si sà, sono il top del top per originalità ed unicità!!! Se poi saranno stanchi ed affamati per il troppo shopping potranno sedersi all'ovviamente presente mc Donald per un sano ed italianissimo hamburger!! 

Avanti così ragazzi, tra poco saremmo tutti una solo razza una sola fazza...... ma non solidali o empatici, solo visivamente simili ad un'altro occidentale medio borghese come noi

martedì 3 luglio 2012

QUALCUNO AVVERTA NONNO NAPOLITANO




Vi prego, qualcuno che è lui vicino, avverta il Presidente della Repubblica che la nazionale italiana è stata presa a pallonate nella finale degli Europei contro la Spagna, visto che non solo ha ricevuto la squadra in pompa magna al Quirinale, ma li ha pure elogiati per la splendida prestazione, per la sobrietà, per essere lo specchio dell'Italia Nazione........
A parte che di questi tempi una domanda sorge spontanea: "Ma il capo dello Stato non ha altro di più serio a cui dedicarsi che non alle prestazioni per altro discutibili di 11 ragazzi che prendono a calci un pallone?"
A me è venuto un dubbio: sarà mica che domenica sera dopo il primo gol, lo staff del Presidente si è adoperato per metterli su il VHS dei Mondiali dell'82? Tanto si sa, a quell'età là, con rispetto parlando, a volte ci si confonde con facilità, perchè così tanto entusiasmo per un risultato così negativo, che forse non c'è mai stato nella storia della Nazionale, mi pare un pò eccessivo.

giovedì 31 maggio 2012

evadiamo il possibile, è lo stato che ce lo chiede




PREMESSA: ho sempre creduto nella Res Publica, nella statalizzazione dei servizi e che sia giusto pagare le tasse...

Ma ultimamente, ci sono varie voci che mi gridano in coro di smetterla e di guardare in direzioni meno "legali": lo Stato e a cascata tutti gli Enti Pubblici mi stanno esortando a non seguire più la giusta via del pio contribuente.
Tralasciando gli indecenti ultimi anni di Governo a caso, che prima col massacro di Silvio dei conti pubblici e ora con il massacro delle tasse anche sulle pisciate da parte della sanguisuga Monti, c'è stata un'ultima grande goccia che ha fatto traboccare il mio già stracolmo vaso:
l'anno scorso con la mia dolce metà, abbiamo fatto la "pazzia" di comprare casa, in un momento generale non certo a favore, abbiamo deciso che per mettere su famiglia era necessario fare qualche sacrificio (agenzia immobiliare, notaio, mutuo, lavori di ristrutturazione, ecc ecc), in pratica un piccolo bagno di sangue, tutto dichiarato, tutto con fattura e tutto quindi con imposte pro stato.... Appena acquistato casa abbiamo fatto richiesta di residenza al Comune, che ha in data a caso inviato il controllo dei vigili (che si sa da sempre e ovunque, ci sono nei momenti inutili e mai quando servono), i quali, passati una sola volta, e trovando dei lavori in corso, ci hanno negato la residenza. Abbiamo quindi atteso la fine lavori per rifare la domanda ed ottenerla.
Quest'anno, come tutti i poveri cristi di questo mondo, abbiamo fatto la dichiarazione dei redditi per il 730 con qualche speranza positiva all'idea di poter detrarre un pò di quelle spese fatte appunto per l'acquisto e ristrutturazione della casa, e sorpresa sorpresa, il commercialista chiama la mia compagna e da la bellissima notizia: "tu ed il tuo uomo dovrete pagare l'ici sulla seconda casa, dal mese di aprile fino a quello di ottobre"....
??????     COSA?????? WHAT'S???? CHE CAVOLO STAI DICENDO WILLIS?
io a malfatica ho la prima di case, come è possibile pagare l'ici sulla seconda?
dopo una serie svariate di imprecazioni e maledizioni ci informiamo: internet, conoscenti, per finire poi direttamente all'ufficio tributi del Comune stesso, e la risposta è: SI; DOVETE PAGARE, perchè a quanto pare l'ICI seconda casa, così definita in maniera fuorviante, non è solo una tassa su una seconda casa, ma anche una tassa su una prima casa di proprietà dove però non abbiamo residenza. 

Quindi il gioco è ben spiegato: tu, coglione che non sei altro, compri una casa e con immane spirito di sacrificio fai girare la famosa economia per decine di migliaia di euro in un momento che forse era meglio investire quei soldi in troje, pagando tasse anche su una peta da certificare, il Comune ti nega la residenza perchè una volta che sono passati gli "efficentissimi" vigili non ti ci han trovato, e l'anno dopo, il Comune (altrimenti detto figli di bagascia purtroppo ben pagati per non fare assolutamente nulla di utile) ti comunica che proprio perchè non avevi la suddetta residenza, dovrai pagare fior fiore di dindi......

QUINDI IL MESSAGGIO E' ARRIVATO FORTE E CHIARO:
"APPENA TI SI PRESENTERA' L'OCCASIONE, NON FARE IL MERDONE LEGALE, COMINCIA A FAR GIRARE UN PO' DI SOLDI AL NERO, CHE A FARE LE COSE SECONDO LE REGOLE LO SI PIGLIA SEMPRE E SOLO NEL CULO"

martedì 29 maggio 2012

EFFETTO FARFALLA



Ieri mattina, mia madre avrebbe dovuto portare mio figlio ad un controllo pediatrico, io, essendo a lavoro non potevo farlo. Fin qui, un preambolo banale alla vicenda, se non fosse che la suddetta madre, bloccata da un ritardo di una delle sue due nuore, avendo da fare da baby sitter anche all'altro nipote, mi ha chiamato avvertendomi della sua impossibilità a rispettare l'orario (1° scalino imprevisto)
Quindi son dovuto uscire per poter essere puntuale alla visita: arrivato a prendere mio figlio a casa, l'ho trovato che giocava fuori, sudato mezzo e sporco di mota, a causa anche del primo piccolo ritardo rispetto a quello che doveva essere il normale svolgimento del programma: ho dovuto perdere altri 10 minuti per asciugarlo e cambiarlo (2° scalino imprevisto). 
Ripartiti con destinazione pediatra, percorriamo la strada a velocità molto moderata (con mio figlio a bordo cerco sempre di guidare con moooolta prudenza), ma alla fine di una salita, fatta a nemmeno 40 km all'ora, vedo proiettarsi verso il cofano due piccole ma velocissime ombre! Freno d'istinto, e ormai a macchina ferma, vedo schiantarsi sul cofano un passerotto femmina, seguito da un'altro che per fortuna ce la fa a virare ed evitare l'impatto.... Ma ormai la tragedia è fatta: ho cancellato una vita, in un attimo, dividendo per sempre la coppia di volatili che stava tranquillamente e gioiosamente vivendosi il corteggiamento primaverile. A stento tengo le lacrime (in auto evito anche le lucertole), senza però nulla potere contro l'immenso senso di colpa che da ieri mi attanaglia.
Seduto nell'auto immobile, con mio figlio che da dietro mi chiede cosa sia successo, spiego e ripenso: se non fossi passato la, in quel preciso momento, la coppia di passerotti volerebbe sempre felice insieme... E allora, perchè è successo? 
Io sarei dovuto essere a lavoro, e mio figlio doveva essere passato da quel punto, almeno 10-15 minuti prima con mia madre... ma non è andata così: ho ritardato 10 minuti per asciugarlo e cambiarlo, perchè aveva sudato, giocando fuori mentre aspettava per il mio ritardo, causato dal fatto che non dovevo essere io ad andare a prenderlo ma mia madre, che però non ha potuto rispettare l'impegno per il ritardo della nuora che doveva riprendersi il figlio 40 minuti prima....
Ecco, l'escalation di battiti d'ala dell'effetto farfalla: un ritardo a un appuntamento a spezzato una piccola ma significativa vita, causando sicuramente dolore e senso di colpa. 

Sarebbe bello se ognuno di noi, anche nelle cose più semplici e banali, pensasse alle conseguenze delle proprie azioni sugli altri: è ovvio che nello specifico la nuora non poteva sapere che col suo ritardo un piccolo volatile sarebbe morto (e magari poi anche a saperlo poteva valutare che per lei non era di rilevante importanza) però poteva comunque pensare al fatto che in qualche modo cambiava il programma e li eventuali impegni della suocera, ponendosi la domanda se fosse quantomeno corretto o no.

Ma questo, sarebbe il mondo perfetto, quello dove ognuno ha empatia nei confronti nel prossimo e pensa al fatto se le sue azioni possono in qualche modo modificare in meglio o in peggio la vita dei propri simili: UTOPIA pura.

venerdì 6 aprile 2012

CARO MARIO MONTI...

..premettendo che so benissimo che la tragica situazione economica del nostro paese è eredità pesante dovuta ad una pessima e insensata gestione da parte dei partiti politici della prima e della seconda Repubblica e quindi non imputabile direttamente a lei ed al suo governo di tecnici, vorrei lo stesso andare a porle qualche piccola osservazione sul suo recente operato.
Io sono un trentenne qualsiasi italiano, non bamboccione, visto che sono uscito di casa dei miei a 25 anni,  con tutte le difficoltà del caso, lavoro (per mia grande fortuna) da quando ho 20 anni, ho un figlio di 8 anni da una precedente relazione,una nuova in arrivo a breve ed un simpatico mutuo sulla casa che pagherò se riesco fino alla fine dei miei giorni e ammetto che senza l'aiuto economico dei miei genitori, molte cose non potrei manco sognare di farle. L'azienda in cui lavoro è in forte crisi da 2 anni a questa parte, avendo come maggiori clienti l'ente comunale e le attività di piccole e medie imprese locali.
Tutto sembrava con l'ultimo governo Berlsuconi volgere al peggio: la crisi, i ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri e anche il ceto medio che si impoveriva passo dopo passo; i politici incastrati in storie di sesso, soldi, droga e corruzione mentre il paese reale affondava, con il tanto famoso Spread a tassi stellari e le più grosse industrie di casa Italia (alitalia e fiat) svendute all'estero per tentare di resistere.

Poi è arrivato lei, al grido di "Salverò l'Italia con manovre e sacrifici equi per tutti, non facendo sconti a nessuno!!!"

Tze..... qualcuno le ha pure creduto.....

Dopo 5 mesi cosa ha fatto di equo?
Le eterne lobby, come quelle delle farmacie e dei tassisti, non le ha potute scalfire; le TV e i relativi problemi non sono stati toccati; i tanto sognati tagli alla politica sono ad oggi inesistenti e nemmeno paventati; le banche, maggiori colpevoli della crisi mondiale degli ultimi anni, salvate in parte proprio dallo Stato, continuano a dettare legge ai poveri intestatari dei conti e pure al suo Governo....insomma, i potenti, sono sempre i potenti in tutto e per tutto, con la differenza che ora possono nascondersi dietro al vostro Governo, che non avendo nulla di politico, non preoccupa nessuno per eventuali papabili "voti" elettorali persi.

E i "poveri", e il popolo? Cosa avete fatto di equo?
Aumento della benzina a livelli più che record, aumento per fumo, alcol e altri beni di consumo di vario genere, previsione di aumento dell'IVA al 23%, aumento dell'irpef una tantum, aumento dell'età per andare in pensione e pure reintroduzione dell'ICI.. In pratica ci state spolpando fino all'osso e anche più, a noi, i soliti coglioni di sempre, mi scusi il termine colorito.
Paghiamo più tasse che mai, con stipendi fermi da anni alla solita cifra, con Comuni, Province, Regioni e ASL che a causa dei continui tagli, danno sempre meno servizi e spesso pure scadenti.
Ha senso tutto questo, solo per cercare di fare tornare i conti del ragioniere? 
Qua ci sono politici che si fanno fuori centinaia di migliaia di euro dei soldi pubblici (vedi ora Lega e Margherita) guadagnando immeritati stipendi da nababbi (i più ricchi d'Europa) e nessuno fa loro nulla, ci sono uffici Comunali che a causa del patto di stabilità e della crisi dimezzano i servizi al cittadino, ma non dimezzano il personale assunto e nemmeno le ore lavorative, anzi spesso continuano ad assumere. Come mai? Perchè devo pagare sempre più tasse, solo in pratica per mantenere il comodo posto di lavoro del "pubblico", mentre nella mia azienda come in molte altre, se le cose non vanno, fanno part time, cassa integrazione o direttamente licenziano?

Poi i cinesi, gli americani e l'Europa le potranno anche farle i complimentoni con tanto di pacca sulle spalle, ma nel SUO paese, quello a cui aveva solo 5 mesi fa proposto una manovra equa, è fatto di sempre più alto tasso di disoccupazione, di sempre più aziende che chiudono e purtroppo di sempre più concittadini che addirittura si tolgono la vita stritolati da debiti e mancanza di speranza per il futuro.
Non le pare che qualcosa non funzioni nella sua manovra "equa"?
Lei e i suoi parlate di bisogno di flessibilità da parte del lavoratore, ma quando il lavoro proprio non c'è, e quando anche scegliere un mese se pagare le bollette o fare la spesa o fare debito, diventa quasi la prassi, lo sa lei e i suoi tecnici (Fornero in primis) dove potete pensare di collocarla la flessibilità?
Per settimane l'avete menata con questo sacrosanto articolo 18, come se tutto il male dell'Italia dipendesse da quella modifica tanto sognata dai "capi" del posto di lavoro...

Avrebbe fatto molto più bella figura presentandosi al suo insediamento con questa, cruda ma realistica ed onesta frase: "Sarà un bagno di sangue che colpirà i soliti noti! Devo fare quello che i politici non hanno il coraggio di fare per la loro paura di perdere la faccia con gli elettori"... 
credo che ad oggi, avrebbe certamente infastidito molte persone, ma almeno nessuno avrebbe potuto definirla un "parolaio"!
Buona Pasqua Mr Mario....

lunedì 26 marzo 2012

Dr,ssa Elsa and miss Hyde in "LA FORNERO CE LO POSIZIONA NEL DERERO"




Allora, io questa proprio non la sopporto: da quando si presentò con la lacrimuccia facile abbinata a collanina d'oro ed orecchini da duchessa, per il taglio alle pensioni non l'ho mai più potuta vedere! Se veramente ti commuovi al pensiero di fare tagli economici su fasce deboli, non lo fare subito, ci sono tanti altri settori dove poter tentare di recuperare soldi: tipo la politica e tutto il magna magna di ministeri, parlamento, provincie, regioni, comuni e compagnia bella!!!! 
Qua, quando pare a loro, ti dicono che a causa dello spread, devono rilanciare il paese per inseguire 'stò cacchio di modello TEDESCO, e allora giù tasse che è una meraviglia, ma poi se si parla di lavoro e articolo 18 il modello tedesco non ci serve più e facciamo esattamente l'opposto, e la tenera duchessina pro over diventa inflessibile e spietata sulla pelle dei meno over. Leggete questo illuminante articolo del Manifesto che ci spiega come nel paese della "razza superiore" il reintrego per i licenziamenti sia un diritto intoccabile, ne metto qua un passaggio fondamentale:
"....Il patteggiamento in Germania è solo un'opzione. Se il lavoratore è convinto di poter dimostrare in tribunale le sue buone ragioni, può sempre impugnare il licenziamento per motivi «soggettivi» o «oggettivi», puntando alla reintegrazione. Se il licenziamento risulta ingiustificato, viene automaticamente dichiarato nullo, e quindi si riconferma nel suo immutato vigore il contratto di lavoro preesistente. Con tanto di penali per il datore di lavoro, e pagamento del salario dovuto per il periodo che va dal licenziamento alla sentenza...."
Che poi un'altra domandina da uomo della strada è: ma davvero il nostro mercato del lavoro è in recessione a causa di questo benedetto art.18? Davvero ci vogliono far credere che la vittima sia il povero datore di lavoro che non sa come fare a licenziare il malefico profittatore-dipendente? 
Ma se siamo in un periodo in cui chiudono centinaia di aziende e si mandano a casa milioni di lavoratori e dove c'è un mercato di lavoro al nero da fare paura anche a paesi del terzo mondo. Ci chiedono maggiore flessibilità.... ancora di più manco un contorsionista potrebbe: la flessibilità la dà da anni il maledettissimo contratto a termine, che era stato appunto introdotto per "dare nuovo slancio" alle imprese, che potevano finalmente non sentirsi in obbligo di fare subito contratti fissi ma di valutare a seconda del lavoro presente e/o della qualità del dipendente, e sul quale il governo avrebbe vigilato.... 
tze.... sappiamo tutti come sono andate le cose: decine di migliaia di precari a vita, che vengono tenuti sul patibolo dell'incertezza per anni e anni di rinnovo, con strategiche pause ad hoc per evitare che scatti l'assunzione a tempo indeterminato... e ora ci dice la Fornero che ci pensa lei, dicendo alle aziende: "ci affidiamo al vostro buon senso".... ah ah ah... questa è davvero forte... tra un paio d'anni vi leverete dalle balle e tornerete a fare i tecnici lasciando ai partiti e alle aziende un'eredità non loro su cui nessuno vigilerà!!!
Poi non si capisce come mai, e qua allargo la mia critica a tutto il governo Monti, alla fine di tutte le megariforme proposte al grido di "equità" e pari sacrifici per tutti, le lobby dei tassisti non si sono toccate, dei tagli alla politica manco l'ombra, sulle concessioni TV figurati se si fa uno spregio a Silvio, ma in compenso l'hanno rimesso nel culo a noi con aumento dell'IVA, aumento della benzina, aumento di sigarette e alcol, aumento dell'IRPEF, reintroduzione dell'ICI e a breve aumento pure delle tariffe acqua....
Guarda caso anche oggi, l'implacabile governo Monti, l'inarrestabile macchina della liberalizzazione e dell'equità ha dovuto piegare la capoccia innanzi ad un'altra intoccabile potentissima realtà, le banche: leggete qui.
Qua, per l'ennesima volta aumenta tutto e diminuiscono lo stipendio ed il potere di acquisto... e lo chiamano "SALVAITALIA", questo decreto.... magari momentaneamente salveranno la faccia con l'"Europa", ma quando avranno finito questo salasso, cosa rimarrà in mano al popolo? Che paese ci ritroveremo? 

mercoledì 21 marzo 2012

CELEBRITY LOOK ALIKE

..... ovvero, mica è colpa mia.....
Allora, siccome che ultimamamente si moltiplicano le occasioni in cui mi sento dire che magari quel look li l'ho scelto perchè mi fa somigliare a tizio, oppure l'occhialino ce l'hai finto perchè è uguale a quello che indossa caio, e via dicendo, sento l'impellente bisogno di portare a mio carico alcune prove schiaccianti del come mai e soprattutto da quanto tempo mi "agghindo in tal guisa".

PUNTO 1: GLI OCCHIALI
Partendo dal presupposto che non è che nel 2000 o giù di li se una "star" o un "vip" decidono di farsi la montatura delle lenti in un certo modo, vuol dire che se la sono inventata loro, visto che le montature nere e belle spesse, c'erano prima di tutto e di tutti, già a metà secolo scorso; ma volendo omettere anche questo piccolo dettaglio io gli occhiali da vista con quel tipo di montatura, che tutt'oggi sfoggio a causa della mia leggera miopia (che ahimè col passare degli anni va peggiorando), li posseggo dal 1994, da quando avevo cioè 16 annucci scarsi e scoprendo di essere leggermente "cecato", decisi di trovarmi degli occhiali retrò, folgorato da quelli indossati da Kurt Cobain nel video dei Nirvana in Bloom
Mettere agli atti la prova numero 1: foto scattata a new york all'età di soli 18 anni nel 1996
PUNTO 2:  I CAPELLI LUNGHI
Quelli, li porto da sempre: ho cominciato a farmeli allungare a 15 anni, in piena fase musicale "rock - grunge". Sono cresciuto ascoltando le canzoni e guardando i video di Bon Jovi, Europe, Guns n Roses, Pearl Jam, Nirvana e compagnia bella, come avrei potuto non preferire il look capello incolto rispetto ad altri?
Mettere agli atti prova numero 2: foto scattata nel lontanissimo 1994 quando appunto sedicenne sfoggiavo un bel caschettino (sono quello a SX), che si è tramutato nel tempo in qualcosa di meno curato
PUNTO 3: CAPPELLI, pizzetto E ANELLI
proveniendo da una buona dinastia di uomini amanti di cappelli, pizzetti e anelli, ho ereditato in pieno tutte le "passioni" di famiglia. Mio zio (qua trovate una sua foto) e mio padre, indossano da sempre cappelli, e prima di loro mio nonno faceva spesso sfoggio di una serie di coppole niente male. La mia passione per il cappello è iniziato all'incirca nell'adolescenza, spaziando tra più tipologie di copricapo, ho da sempre, specialmente in inverno, usato berretti, cappelli, tubi, bandane, fasce e tutto ciò che mi "passava per la testa" scusate il misero gioco di parole. Gli anelli (e parlo di roba vistosa e particolare) li ho invece ereditati nel vero senso della parola da mio padre, che ha cominciato a passarmeli  man mano che non stavano più a lui. E queste cari miei, sono cose che col passare degli anni, non migliorano mai, anzi, creano una sorte di dipendenza/collezionismo, ci vuole qualcuno di sensato al vostro fianco che sappia di volta in volta porvi un minimo freno. Con i peli della faccia gioco sin da quando lo sviluppo me lo ha permesso: passo da barbone incolte alla Gesù Cristo, a pizzetti con o senza baffi, a basette anni '70 e molto altro ancora, ma questo credo sia un vezzo comune ha moltissimi uomini che non richieda grosse "giustificazioni".
Mettere agli atti queste foto che dimostrano come a partire dai 17 anni in poi abbia ceduto a questa eredità familiare:



tutto ciò per dire, che se ora, a volte posso somigliare un pò a quell'attore là, mica è che dietro c'è uno studio particolare fatto da fior fiori di visagisti, è che come spesso accade nella vita reale, se una cosa ce l'hai tu, chi te se incula? (per usare un termine poetico desueto), ma se d'improvviso quelle stesse cose cominciano ad andare di moda o una star in voga le fa sue, bè, allora sei solo un poveraccio qualunque che tenta di imitare una Very Important Person!!!!
Tze.... 

e poi mica è colpa mia se sono molto simile ar Monnezza!!! oooohhh non volevo dirlo ma l'ho detto!!!!!

giovedì 15 marzo 2012

THE ROAD (2009)

AVVERTENZA: se non avete ancora visto il film, alcune cose della trama vengono anticipate in questo mio sproloquio.

Dopo mesi e mesi di incertezza ieri sera ho deciso di guardarmi il film del 2009 con protagonista il buon Viggo (uno dei miei attori preferiti). La mia titubanza era dovuta alle numerose critiche che avevano accompagnato questo film alla sua uscita americana, si parlava di molta violenza e di argomenti duri da "digerire" che tendevano a deprimere troppo lo spettatore, tant'è che anche nel nostro paese l'uscita nelle sale fu posticipata di un anno e diciamo pure poco promossa.
La trama è all'apparenza poco innovativa: scenario apocalittico post-atomico, un padre, suo figlio e un lungo viaggio verso sud alla ricerca di una chimerica realtà meno desolante e crudele, ma seguendo bene i dialoghi, le immagini e le situazioni affrontate dai nostri due protagonisti ci accorgiamo che il film va ben oltre i soliti luoghi comuni cinematografici degli scenari alla mad max, qua siamo di fronte ad una cruda e dura analisi della società moderna:
accompagnati costantemente da un cielo grigio pumbleo che incombe su un mondo di alberi e piante ormai morte e orfane della fauna, troviamo una realtà senza più leggi e regole; il mondo è diventato un posto dove solo i cattivi, nettamente peggiori dei deformati da radiazione proposti nei film di genere, riescono a sopravvivere e dove i deboli, come la madre del ragazzo, decidono di togliersi la vita pur di non dover affrontare le difficoltà e la cattiveria sprigionata senza freni dalla razza umana, arrivata al cannibalismo per garantirsi la sopravvivenza. Viggo, il padre, invece fa di tutto per lasciare al figlio un'eredità fatta di buoni principi, di giustizia e di empatia verso il prossimo senza però nascondere o "patinare" le atrocità che lo circondano preparandolo anche alla peggiore delle eventualità, e mentre il loro percorso va avanti e le situazioni diventano sempre più estreme, è il genitore a lasciare per strada pezzi di umanità e sarà il figlio di volta in volta a riportarglieli e a far si che non commetta mai ingiustizie verso il prossimo.
La bellezza del film sta tutta nello stupendo legame che c'è tra i due, nell'evidenziare come sia importante quello che si vive in famiglia a prescindere da quello che c'è al di fuori, da quello che la maggior parte della "società" crede o professa. Mortensen è immenso nell'interpretare e rendere vive tutte le ansie e le emozioni che un genitore può avere nel sapere che presto dovrà lasciare il figlio cavarsela da solo in un mondo pieno di insidie e pericoli reali: il dubbio del sapere se è stato fatto e detto abbastanza, la certezza che il tempo passato insieme è stato comunque poco rispetto a quello che si vorrebbe poter condividere nei legami familiari, sono tutte questioni che logorano l'animo di un genitore a livelli impensabili.
Quando le regole del buon senso comune saltano, quando riesce fuori la legge del più forte, quando non c'è più nessuna garanzia di giustizia, la società umana si mostra in tutta la sua negatività e le persone timorate e giuste diventano dei "diversamente abili" per cui tutto, anche il gesto più banale, diventa difficilissimo e rischioso e la certezza di sapere che prima o poi lascerai tuo figlio in un mondo del genere, a questo punto lo tramuta da persona "normale" a un essere in parte disadattato per il quale spesso hai il momentaneo e a atroce dubbio del capire se sia meglio o no "portarlo via con te" nel trapasso o lasciarlo da solo ad affrontare una vita piena di insidie.
Il film è per me la simbologia estremizzata di una dura riflessione sulla società umana, sulla facilità con cui si può arrivare a fregarsene del prossimo e delle giuste regole pur di assicurarsi il "benessere" personale: la scena in cui un gruppo di "cattivi" ha nascosta nella cantina di casa una scorta alimentare fatta di altri simili tenuti li come bestiame è il duro ma realistico parallello con la socetà odierna, in cui chi comanda, i pochi che detengono il potere, sfruttano e spremono fino all'ultimo la massa "cannibalizzando" il popolo. Non a caso la suddetta dimora ha un aspetto e un'architettura signorili che subito richiamano lo stile della presidenziale casa bianca.
Insomma, il film è sicuramente pesante a livello emozionale e di difficile metabolizzazione, ma se sappiamo guardare oltre e se riusciamo a reggere i momenti più duri, ci troveremo arricchiti da questo stupendo rapporto padre-figlio che in un contesto di negatività e pessimismo completamente oscuri diventa faro di speranza e di positività. 

martedì 28 febbraio 2012

BERLINGUER CI MANCHI

Prendo spunto da due post di due blog che seguo quasi sempre, uno è questo l'altro è questo , nel primo "non leggerlo blog spot" c'è una chiarissima tabella di paragone a livello europeo sulla classifica degli stipendi medi dei cittadini e di quello dei politici:

a parte che io vorrei capire questi 23.400 euro annui chi caxxaruolina li prende, perchè o io e le persone che conosco, siamo davvero dei poveracci ultrasfruttati (cosa possibilissima, visto che queste cifre, se le dividiamo per le 14 mensilità, che io cmq mi sogno fermandomi alla 13esima, corrispondono a un bel 1.671 eurini mensili che io forse raggiungerò dopo 200 scatti di anzianità) o qui c'è qualcosa che non torna sul serio; a parte questo è bello vedere il dislivello medio che c'è tra noi e i nostri politici.

L'altro post del blog "il grande marziano" cita il mai troppo compianto Berlinguer con questa frase: 
"Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi." (28/07/1981, intervista di Eugenio Scalfari).

Ecco, questi due post mi viene da abbinarli alle dichiarazioni azzardatissime e per ora rivelatesi abbastanza farlocche, dell'attuale presidentello del Consiglio Mario Monti e del suo entourage, che fin dall'inizio ha detto più e più volte che la sua manovra sarebbe stata equa sotto ogni punto di vista....
Per ora di concreto ci sono le nuove tasse a discapito soprattutto dei soliti noti, cioè il popolo, tutto il resto galleggia nell'aria e viene sovente rimandato a data o emendamento da definire, vedi IMU per la Chiesa su tutti, le liberalizzazioni del mercato rallentatate moltissimo dalle potenti lobby di settore o gli attesissimi tagli ai costi della politica, che per ora affogano in mosse "civetta", come il mancato aumento di assurdi benefit.
Insomma, quello che un governo tecnico, almeno in teoria, poteva fare, forte del fatto di non dover rispondere al consenso di nessun tipo di elettorato per ora ce lo sogniamo per il futuro, vivendoci invece un bel presente da incubo fatto di ulteriori enormi sacrifici e prospettive incerte.

Berlinguer nell'81, cioè ben 31 anni fa, aveva una sensibilità civile e una cultura politica, che anche questi iperlaureati bocconiani pluri encomiati del 2000 mai potranno pensare anche solo di avvicinare nella loro vita.


venerdì 24 febbraio 2012

NEL MIO PAESE ovvero "de le strade selvagge di una cittadina"

Dostoevskij (e molti dopo di lui) diceva che "il grado di civilizzazione di una società si misura dalle sue prigioni", io concordo ma aggiungo un nuovo spunto di riflessione: quale è il luogo pubblico dove si ha a che fare con conoscenti e/o estranei, di tutte le età, con molteplici e articolate leggi/regole da rispettare per la buona e sana convivenza e in svariatissime tipologie di situazioni?
Io penso subito alla strada.
Che sia la piccola via a sfondo chiuso di un tranquillo quartiere residenziale, piuttosto che una velocissima e trafficata autostrada o il mega parcheggio di un altrettanto mega centro commerciale, non si cambia: ci sono regole e buon senso da seguire per evitare il peggio e viversela tutti al meglio.
Di seguito testimonierò con parole ma soprattutto foto, su alcune situazioni davvero interessanti, presenti nella mia cittadina, piccolo centro da 18.000 abitanti facente parte di un comune di 36.000 anime totali, che poi d'estate si moltiplicano specialmente nei fine settimana.

PICCOLA LEGENDA: le frecce colorate in ogni foto indicano i soggetti di interesse delle stesse, quando le vedete indicare solo i mezzi, è fatto per evidenziare la presenza di SUV, MONOVOLUMI, FUORISTRADA o MEGABERLINE.

SITUAZIONE 1 - ma il posteggio è mio, è mio e perciò...
Non gravissima, iniziamo con una cosa che a volte fa quasi sorridere. L'italiano medio è davvero pigro, se potesse parcheggerebbe l'auto direttamente nell'ingresso di casa sua, o sulla spiaggia dove si stende al sole lo farebbe senza pensarci due volte, e vedere, anche quando piove, il vicino di casa prendere il motorino dal garage, spostarlo vicino all'auto che ha parcheggiato sotto casa, montare in auto, spostarla, riscendere, rimontare sul motorino, metterlo al posto dell'auto, riscendere dallo stesso, rimontare sull'auto e partire, per poi dover fare la stessa epica pantomima al momento del ritorno a casa per poter dormire sonni tranquilli sapendo che la preziosa 4 ruote è li, a pochi metri da se è davvero una scena che ha del tragico e del comico allo stesso tempo.
NE DEDUCIAMO: Come ho detto all'inizio, una cosa apparentemente non grave, che però ci fa capire che, ovviamente meno facciamo a piedi e meglio stiamo e soprattutto che prendiamo una cosa pubblica, la strada, come una proprietà privata a discapito di cittadini a noi pari che hanno lo stesso nostro diritto di utilizzo a riguardo.

SITUAZIONE 2 - se non hai un suv o una monovolume, sei uno sfigato
In piena crisi economica, in pieni costi di benzina stellari, in un momento in cui la famiglia italiana media è composta da due o tre membri al massimo, l'importante è avere un costosissimo divoratore di benzina dalle dimensioni assurde e dall'aspetto imbarazzante.
Ormai 1 mezzo su 2 è un SUV, o una monovolume, o una costosissima berlina o direttamente un fuoristrada. Se esco di casa, vado a lavoro, vado in palestra o parcheggio al supermercato, vedo solo questi bestioni che sembrano macchine dopate a suon di steroidi da cavallo.
E improvvisamente i parcheggi si dimezzano, visto che ognuno di questi mezzi occupa 1 posteggio e mezzo, le strade sembrano rimpicciolirsi e per evitare scontri si deve guardare sempre a destra e sinistra anche nella via più tranquilla.
NE DEDUCIAMO: L'apparenza è comunque al primo posto per l'italiano medio anche in piena recessione economica e in pieno calo di nascite: con i miei entravamo in 4 in una 127, adesso, spesso in solitaria, l'italiano viaggia su mini transatlantici che consumano metà pieno ad ogni accelerata.

SITUAZIONE 3 - strade nuove, nuovi geni al lavoro
Allarghiamo di un paio di isolati la zona artigianale locale, facciamo nuovi capannoni e ovviamente creiamo le necessarie strade a servizio. Ecco qua le foto dei tombini di una zona tirata su non più di 10 anni fa: i tombini sono quasi tutti rialzati rispetto al livello stradale, con lo strepitoso risultato che quando piove non servono a una bella mazza: le strade si allagano come fossero fiumi in piena creando rischi di aquaplaning e la rottura dei pochi tombini che riescono a raccogliere la pioggia; in più non credo che 4 affilatissimi spigoli di metallo che sporgono di un paio di cm dall'asfalto siano proprio il top per i pneumatici delle auto.
NE DEDUCIAMO: le opere pubbliche spesso fanno schifo. Con i soldi pubblici si fanno cose alla meno peggio, tanto dopo qualcuno, forse, le sistemerà. In Italia anche la cosa più ovvia e banale come il realizzare una semplice strada che sia funzionale diventa un'impresa quasi impossibile.




SITUAZIONE 4 - c'ho il posteggio privato, lo vedi il cartello? E' chiaro, no?
Quanti di voi hanno mai avuto a che fare con vicini di casa phenomeni che pensano che il pagare la tassa per un passo carrabile per il loro cancello equivalga ad avere in pratica un parcheggio privato da utilizzare in assenza di altri posti auto nelle vicinanze?  A me capita sovente, purtroppo, di sentirmi sparare questa assurda storia, nelle mie due ultime residenze ho avuto a che fare con due persone convinte che quanto detto sopra sia realtà .
NE DEDUCIAMO: l'italiano pensa "se pago, allora posso fare cosa mi pare a prescindere dalla legge o dalla regola vigente", c'è una poco velata tendenza a distorcere le leggi a proprio piacimento. E come nella situazione N°1 anche qua, l'idea di farsi 30 mt a piedi dall'auto alla casa, terrorizza l'italiota più che un presagio di morte.

SITUAZIONE 5 - i peggio dei peggio, che pesta vi colga!!!
Questa è davvero la cosa più brutta che un'autista possa fare con la sua auto, ovvero prendersi i posti riservati ai portatori di handicap sempre a causa della impellente necessità di parcheggiare a meno di 1 mt dalla destinazione da raggiungere. Io penso che si debba essere cani (con tutto il rispetto dei veri quadrupedi) per prendere il posto di un portatore di handicap solo perchè non si ha voglia di usare quelle gambe che a noi funzionano bene. E allora se davvero ci fa fatica usarle, quelle benedette leve adibite alla deambulazione, come augurano in Francia con appositi cartelli messi proprio sui posti riservati, speriamo che oltre a prendersi il posto di un portatore di handicap il maleducato compaesano possa prendersi anche l'handicap stesso, in modo da avere poi una valida scusa per esigere di poter sfruttarne il parcheggio. 
Io qua ho fotografato il peggio del peggio, ovvero un bel SUV e una "modesta" Porsche Carrera anni 90, parcheggiati con le 4 frecce, di fronte a una farmacia, nel posto riservato ai disabili. Spero sul serio che si siano presi il tanto agognato handicap fisico!!!!
NE DEDUCIAMO: l'italiano è una bestiaccia con zero empatia, zero sensibilità e solo un forte senso di egoismo/menefreghismo. Chi se ne frega dei più deboli? chi se ne frega degli svantaggiati? io devo pensare solo a me; e cazzo, se ho comprato un fottutissimo suv lungo come un bus, avrò pure il diritto di parcheggiarlo dove cazzo mi pare, no? Le 4 frecce non servono a quello? a dire, abbiate pazienza ma io c'ho il tempo che è denaro, mica seghe!!!

martedì 21 febbraio 2012

I MIEI 10 MIGLIORI DISCHI ITALIANI DI SEMPRE

si vede che in questo periodo ho voglia di "classificare"... e allora, visto che nel precedente post ho denigrato la classifica redatta da Rolling Stone, voglio provare a stilare la mia.
Il criterio di voto sarà dato da un tentativo di obiettività tecnica, di valutazione del valore musicale dell'album stesso nella storia della musica italiana e ovviamente, al di sopra di tutto, un personalissimo e opinabilissimo mix di legame sentimentale e di esperienza privata che riconduca allo stesso....


1° - Dell'impero delle Tenebre - Il teatro degli orrori - 2007
50 minuti di noise rock con forti picchi progressive, suonati con una potenza ed una precisione che in Italia forse non si erano mai sentiti. Finalmente qualcuno che non solo non ci mena le orecchie con le solite storielle cuore, sole e amore, ma che nemmeno prova a ripropinarci le ballatone da certi notti nella brughiera emiliana o le finte vite spericolate da clichè italiota. No qua finalmente si parla, anzi si grida, di ingiuste guerre, di compagne partigiane, di religione, di vizi e imperfezioni personali.. il tutto fatto in maniera teatrale dal carontico Capovilla, novello e demoniaco De Andrè che ci traghetta su impossibili tappeti creati dal superbo basso distorto di Giulio Favero che si altalena sulla miglior batteria italiana di sempre, quella di Francesco Valente, che con una cassa, un rullante, un timpano e due soli piatti riesce a darci una potenza di fuoco ritimico che nemmeno il migliore e più attrezzato dei batteristi metal potrebbe mai sognare di raggiungere.
Un disco che finalmente, dopo tanti anni, ci fa essere orgogliosi di essere italiani, capaci di produrre ottima musica per niente commerciale e lontana anni luce dalle Pausini dai Ferro e da tutto quel carrozzone assurdo che è diventata l'industria musicale nazionale.


2° - La voce del Padrone - Franco Battiato - 1981
Per me è la colonna sonora dell'infanzia. Classe 1978, mi sono goduto grazie ai miei, il Battiato degli anni migliori. E questo disco è come fosse il "best of" di sempre, con 7 pezzi che sono tutti entrati nella storia della musica: mentre l'Italia subiva l'invasione 80's pop di inghilterra e america, lui, il maestro Franco, era quello che, avanti decenni, dalla sua calda Sicilia ci traghettava verso le sperimentazioni sonore migliori, che hanno poi nettamente influenzato gruppi più recenti come BluVertigo e Subsonica. Non per nulla è stato il primo album italiano ha superare la cifra di un milione di copie vendute. Ad oggi, se avete la fortuna di andare ad un suo live, potrete vedere 60enni con figli 30enni che cantano a squarciagola i ritornelli di pezzi indimenticabili come Bandiera Bianca e Centro di gravità permanente: sono almeno 3 le generazioni che hanno goduto a pieno della genialità creativa del Maestro.

3° - Non al denaro, non all'amore nè al cielo - Fabrizio De Andrè - 1971
De Andrè è De Andrè, e sicuramente se dovessi prendere la produzione in toto dell'artista, salirebbe facilmente al primo posto della classifica dei migliori italiani di sempre. Unico ad avere affrontato da sempre temi spinosi come la religione, l'emarginazione, le disuguaglianze, le guerre, le ingiustizie e tutto ciò che di più scomodo e profondo c'era da affrontare nel nostro paese, collaborando con il fior fiore dei musicisti e autori dello stivale: PFM, Pagani, Piovani, Finardi e Bubola su tutti.
Il 5° Album in studio del genovese è per me l'emblema di tutto ciò che di migliore c'è nella sua musica: una ricerca accurata nei testi (tratti dall'antologia di Spoon River in Italia tradotti da Fernanda Pivano) dove si parla del diverso, del deriso, di quelle figure popolari che in qualche modo sono state negativamente etichettate dal paese e quindi dalla massa; una ricchezza musicale assoluta, grazie all'apporto fondamentale di Nicola Piovani e dell'orchestra da lui diretta: ascoltate con molta attenzione "Un ottico" e ditemi se non c'è genialità nell'intermezzo quasi progressive della canzone.
E poi c'è la voce di Fabrizio, per me la migliore italiana di sempre: quel suo tono basso, sporco e malinconico che ogni volta ti trasporta in un mondo parallelo.

4° - Tempi Bui - Ministri - 2009
Preceduto dal meraviglioso EP "La Piazza" questo è un altro piccolo gioiellino dell'era musicale italiana moderna. Il giovane trio milanese ha tutto ciò che serve per fare piglio sul pubblico: l'età, i riff che subito entrano in testa, una voce graffiata che urla con potenza non comune e pure la divisa (vera e propria) che fa molto clan, squadra affiatata e una serie di video molto ben realizzati.
Questo il lato delle apparenze, mentre sui contenuti non sono da meno: testi impegnati e mai banali, grinta e rabbia giovanile con un costante riferimento nostalgico ai maestri del settore, i Nirvana di Kurt Cobain.
Se avete voglia di ascoltare pezzi rock tirati, pogando e urlando frasi con un significato finalmente comprensibile e pure valido, questo disco è quello giusto: pezzi come "Bevo", "La Faccia di Briatore", "La casa brucia", "Diritto al tetto" e "Vicenza", vi faranno perdere la voce e guadagnare un ottimo dolore cervicale post headbanging.

5° - Fra la via Emilia e il West - Francesco Guccini - 1984
Lo so che un live è un pò come un best of e quindi non dovrebbe essere inserito in una classifica di album, però ho due ottimi motivi per farlo: il primo è che il Guccio, si assapora meglio live, con la sua fedele fiaschetta di rosso accanto alla sedia e i suoi mini sproloqui con la R moscia tra un pezzo e l'altro e poi è questo il disco (doppia musicassetta) che mio padre metteva sempre in casa la domenica o nei lunghi viaggi in auto.
Gustarsi di fila "canzone per un'amica", "il vecchio e il bambino", "canzone della bambina portoghese", "Eskimo", "Vedi cara" e "La locomotiva" è un'esperienza unica. Sentire come e quanto il nostro cantastorie sinistroide dia importanza alle parole, cercando di non cadere nella banalità della tipica struttura delle canzoni popolari che richiedono testi brevi, ripetuti e costruzioni musicali a schema è quasi commovente.


 6° - Il dado - Daniele Silvestri - 1996
Uno dei primi Cd doppi venduti al prezzo di uno, in pieno periodo di cd a costi stellari. L'album che ha poi fatto sdoganare il buon Daniele anche al pubblico più "esigente" dopo la sua rapida ascesa acquisita con il secondo album ed il singolo "le cose in comune" sponsorizzato alla grande dal solito Festivalbar.
Daniele con il Dado, ci conferma di essere uno dei (allora giovane) futuri parolieri della canzone italiana popolare: capace come pochi di giocare con parole e doppi sensi letterari, partendo da canzoni più impegnate come Cohiba passando per insolite cronache di miniodissee pugliesi (me fece mele a chepa) per giungere a viaggi più "interiori" come in B-sogno senza tralasciare ammicchi quasi Nirvaniani nel pezzo che da il titolo all'album: chitarre distorte e batteria decisa e potente. Insomma il buon Silvestri con le parole ci sa fare, e lo si capisce anche dall'importanza che dà alle stesse nel modo in cui le scandisce, all'importanza che a volte un accento differente ha, cambiando totalmente il significato di un termine.

7° - Hai paura del Buio? - Afterhours - 1997
Il singolo quasi punk "sui giovani d'oggi ci scatarro su" è una fotografia perfetta degli adolescenti sedicenti "alternativi" del periodo: serate passate nei centri sociali, capello dread, anfibietti dr martins colorati e tanta finta voglia di ribellione, che poi affogava nella tranquillità economica dei generosi paparini che provvedevano a vizi e stravizi dei pargoletti. Era la famosa generazione X, una generazione con pochi e vuoti ideali rappresentati più nel look che nei contenuti.
Manuel è colui che fa il cattivo o il buono tempo di tutta la band: la sua voce, la sua grinta, la sua evidente follia artistica ne fanno uno dei pochi veri frontman degni di questo nome presenti nell'italico stivale.
In questo album c'è un pò di tutto, si passa dal punk all'hardcore, senza tralasciare pezzi pop rock ("voglio una pelle splendida" è una canzone che una volta entrata in testa ti rimbomba per giorni e giorni come un martello pneumatico) fino a ottimi riferimenti seattleiani era grunge con tracce come "Male di miele". I pezzi proposti sono poi ben 19, a simbolo di un momento davvero ispirato e prolifico della band, e fa un pò sorridere ritrovarci oggi, in piena era Monti, un pezzo sarcastico come "Questo pazzo pazzo mondo di tasse". Per capire poi come e quanto album come questo abbiano influenzato generazioni di giovani rocker a venire, basti pensare che quello che per me è il miglior album degli ammiccanti Verdena, "Solo un grande sasso", sia proprio stato prodotto dal nostro Agnelli.

8° - La vida que vendrà - 99 posse - 2000
La posse napoletana guidata da "O Zulù," con l'ausilio vocale di Meg, per me diventa una band che nulla ha da invidiare alle patinatissime e vendutissime pseudo band hip hop di successo mondiale; chi poteva pensare che la presenza femminile addolcisse un minimo le cose, si sbagliava di brutto: Meg sembra a volte più sguaiata e incazzosa dei compagni maschietti. 
I 99 ci regalano 14 pezzi con sonorità talmente accattivanti da poter essere tutti potenziali singoli, senza mai perdere la grinta dimostrata già nei ben 5 precedenti album e continuando a scavare in quel che di marcio c'è nel nostro paese e nel suo sistema: la copertina è già chiara, ci aspetta una sana guerriglia, vocale, ma sempre di guerriglia si tratta, e allora non c'è freno che tenga al fiume di parole che i due riescono a inanellare nei loro testi. Tutti oggi si sorprendono per fenomeni come Fabri Fibra o Caparezza, ma se c'è qualcuno che ha spianato loro la strada verso il grande pubblico, assieme al coraggioissimo Frankie HNRG ci sono sicuramente i 99 Posse.

9° - Terremoto - Litfiba - 1993
Ovvero quando Firenze, e quindi la Toscana, erano il centro dell'esperienza rock italiana. I Litfiba sono stati tra i primi a sdoganare il rock vero al grande pubblico italiano: le schitarrate di Ghigo sulla potente voce di Pelù sono state forse le  prime melodie rock a diventare "tormentoni" per tutti. Terremoto è il sesto album della band, e su sonorità a volte quasi metal (anche la cover dell'album nulla ha da invidiare alle copertine dei vari Metallica o Megadeth) ci sono ancora (sto parlando della mia classifica) tematiche importanti a livello sociale e politico (siamo in piena era tangentopoli) in pezzi come "Dimmi il nome" e "Dinosauro"; insieme a pezzi più duri e tirati ci sono due delle loro migliori ballate di sempre, la prima è quella che parla del servizio militare "Prima guardia" e l'altra, la mia canzone preferita di sempre del gruppo fiorentino: "Fata Morgana".
Pelù è al limite della sua evoluzione vocale, non è ancora diventato l'imitazione di se stesso, e il suo modo unico di vocalizzare in maniera quasi estrema, alla James Hetfield, in questo album è perfetto per i suoni pesanti del resto della band.
Dopo il gruppo toscano non raggiungerà più gli apici toccati da questo disco, e andrà verso un lento declino qualitativo (a cui però corrisponderà ancora un buon successo commerciale) che porterà poi al lungo scioglimento della band da poco riunitasi: Ghigo e il fantasma dei Litfiba da una parte, Pelù e le sue svisionate un pò troppo commerciali dall'altra.

10° - Ligabue - Ligabue - 1990
L'esordio del rocker reggiano è di quelli col botto: quando a un'inizio di percorso musicale corrisponde subito l'apice, dopo è davvero difficile rimanere credibili, Ligabue lo è rimasto per altri 3 album, per poi perdersi nel tragico mondo facile del "copia-incolla" di se stesso iniziato con "Buon Compleanno Elvis".
Ma qua siamo lontani anni luce dai soldi a palate qualsiasi cosa si scriva, e si sente a pieno la genuinità delle storie che ci racconta, il bancone del "Bar Mario" sembra davvero reale, i "Sogni di R&R" tangibili e del "Freddo cane della palude" pare di sentirne anche noi l'intemperia. 
Basterebbero due pezzi come "Piccola stella senza cielo" e "Non è tempo per noi" per far rimanere questo disco nella storia della musica italiana, ma gli altri 9 pezzi non sono da meno. Si respira una inconsapevolezza dell'autore costante, si incidono cioè grandi pezzi senza intenzione, senza premeditazione, ed è questo che fa di un disco un grande disco, c'è poco da fare, Luciano ci parla di sue esperienze reali, di cose realmente provate e lo fa con naturalezza. Se tutti riuscissero sempre a seguire queste linee guida, senza dover inseguire le case discografiche ed i loro contratti, il bisogno di vendere a tutti costi e di scrivere almeno 2-3 singoli da video per ogni album, magari la musica italiana avrebbe livelli di qualità maggiori rispetto agli attuali standard.