venerdì 17 febbraio 2012




Alcuni carissimi amici mi hanno regalato a gennaio del 2011 un anno di abbonamento a Rolling Stone. Io non ero solito leggerlo, perchè di base credo sia difficile trovare una rivista di musica che parli della stessa con sincerità e credibilità soprattutto se è una testata di fama "mondiale" che nelle prime 6 pagine e in altre 20-30 almeno, ha solo promo di grandi marchi di moda che nulla hanno a che vedere col mondo della musica seria. 
Quest'anno regalatomi, mi ha ovviamente portato a confrontarmi con quel modo di vedere e interpretare musica e stars system per riproporlo poi alla massa.

Credo che l'ultimo numero, quello in cui campeggia la classifica dei 100 dischi italiani migliori di sempre, sia stata davvero il top della tristezza per me:

1° posto - VASCO ROSSI - Bollicine: ma che scelta coraggiosa!!! che gusto!! che obbiettività!!! prendere il cantautore più quotato dal popolo medio italiano (e quando dico medio ricordiamoci le scelte degli ultimi anni dell'italiano medio in campo sociale e politico), il cantante dai possenti testi, dalle taglianti liriche, che ci aiuta a riflettere con i suoi ve ve ve ve, va va va va, sparsi a caso in almeno il 50% dei suoi pezzi, l'uomo che dal palco ce la mena da sempre con la sua "vita spericolata" ma poi ci tiene a sottolineare che nelle sue canzoni mai si inneggia direttamente all'uso abuso di alcool o droghe (fosse mai che un rocker vero faccia una cosa del genere), il singer che mette tutti d'accordo, essendo l'idolo tanto dello sfegatato convinto comunista quanto del rasato e tatuato filofascista, che insieme allo stadio gridano "lai lai lai lai la là, per farmi godere..", il genio che invita "l'amico" Red Ronny con telecamera al seguito a fargli sentire l'inedito per la Pravo per poi stupirsi che lo stesso lo posti pubblicamente senza il suo permesso, per poi due giorni dopo sottolineare anche la ingiusta esclusione della Patty da san remo proprio con quel pezzo (cosa non si fa per farsi pubblicità), ecco prenderlo e metterlo in pole position al posto di un Fabrizio De Andrè qualsiasi, forse unico interprete italiano apprezzato e ricordato all'estero da chi per anni ha fatto musica e film di un certo livello, in una classifica dove manco compare in 100 posizioni un Daniele Silvestri o un gruppo come i Ministri, direi che la dice lunga su quanto e come si parli di musica su Rolling Stone;
5° posto - JOVANOTTI - Lorenzo 1994: ok, la simpatia, ok l'apprezzabile evoluzione da "yo jovanotti for president" a Lorenzo cantante impegnato con musicisti di altissimo livello, però metterlo al 5° posto della musica italiana di sempre, quando si spara al 29esimo un Guccini e il suo Via Paolo Fabbri 43, o all'86esimo i Litfiba con il loro 17 re, direi che siamo davvero lontani dal ragionare con chi ci capisce davvero di musica;
11° posto - LIGABUE - Buon compleanno Elvis: scegliere il cantautore di Correggio (con una posizione comunque troppo generosa) con l'album che ha segnato in pratica l'inizio della sua fine, è davvero simbolo di follia. Un cantante che nei precedenti 4 album, affiancato dai ClanDestino, aveva inanellato una serie di canzoni davvero ottime, genuine e sincere solo per poi finire nel banale clichè delle canzoni tutte-uguali, tutte ok per la radio di Buon compleanno Elvis. Sarebbe come dire che il momento migliore del PCI è stata la dipartita di Berlinguer..

E poi potrei continuare con i subsonica 16esimi mentre il Teatro degli orrori è solo 30esimo (menzionati ovviamente ora che sono prodotti da una major e mai cagati per i due album indipendenti precedenti); con i Baustelle 21esimi mentre i 99 posse sono solo 49esimi; gli Afterhours solo 41esimi mentre i Verdena stanno alla 19esima posizione.. insomma cose assurde, senza alcun senso.
Ci sono Le luci della centrale elettrica al 46esimo posto, mentre manco sapranno chi sono Bandabardò o Virginiana Miller...

Ci sono i Prozac+, c'è Cesare Cremonini e non c'è Silvestri.......
SPARATEVI, invece di parlare di musica!!!!

Poi alla fine ho visto la giuria scelta: a parte i soliti giornalisti e dj, ci sono tanti stilisti di moda (Dolce e Gabbana e Versace su tutti), evasori fiscali su due ruote idroLADRAti come Valentino Rossi, ex boy scout neo sindaci del PD come Renzi e imprenditori fondatori di marchi ultra fashion e iper commerciali come la Diesel e allora ho capito tutto: l'ennesimo baraccone pubblicitario senza alcun fondamento di credibilità! 
E allora sono quasi felice che la classifica sia questa, Vasco Rossi è proprio l'emblema numero 1 di un mondo fatto di questi personaggi qua.

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