venerdì 9 agosto 2013

L'ALBUM DEL 2013, and the oscar goes to.... FAST ANIMALS AND SLOW KIDS

La musica italiana (non quella commercial-popolare dei Vasco, delle Pausini e dei Jovanotti) gode di buona salute. La scena indipendente è in fermento da tempo ormai e annualmente io, che sono un divoratore di musica, riesco quasi sempre ha trovare l'album che fa la differenza, il disco che ti rimette in pace con l'anima, la produzione che ti fa sentire orgoglioso di essere connazionale degli autori di tali mirabolanti nuove partiture.
Per me l'anno Zero, quello in cui le cose hanno cominciato a rigirare bene per la musica italica, è il 2007, e l'album che ha fatto la differenza è stato "Dell'impero delle tenebre", capolavoro assoluto de Il Teatro degli orrori, al quale si è affiancato un altro disco di esordio importante: "I soldi sono finiti" dei Ministri. Il 2008 l'ho passato ad assimilare queste due chicche, mentre nel 2009 è stata la volta del bis sia dei Ministri, che con "Tempi bui", hanno fatto del tutto breccia nel mio cuorecchio, sia de Il Teatro, che con "A sangue freddo" mi ha confermato che qualcosa di ottimo era nato ed affermato.
Il 2010 è l'anno dei Livornesi Virginiana Miller con il loro "Il primo lunedì del mondo" e degli "Albedo" con il sorprendente "Il male", a cui nel 2011 segue il più giovane e leggero ma ugualmente valido "Piccoli intrattenimenti musicali" dei Vintage Violence, il corposo e di impatto "WOW" dei Verdena.
L'anno scorso hanno bissato gli Albedo con "A casa", sono tornati Il Teatro con il loro bello ma di più difficile metabolizzazione "Il mondo nuovo" e soprattutto hanno fatto un ritorno col botto gli Afterhours con "Padania", album bellissimo ed intenso.
Il 2013 ha visto tornare i Ministri con un ottimo "Per un passato migliore" che ha fatto dimenticare l'appannato e fuori fuoco "Fuori"; ha visto la conferma degli albedo con il loro "Lezioni di anatomia" ma soprattutto ha sancito l'arrivo di quelli che per me sono una New Entry assoluta (nonostante siano già a quota 2 album + 1 EP) che merita di salire direttamente nella mia top ten dei gruppi italiani preferiti di sempre, sto parlando dei giovanissimi Fast Animals and Slow Kids con il loro potente album Hybris.
Questi ragazzi di Perugia, la cui ultima fatica è totalmente scaricabile in free qui, hanno tirato fuori dal cilindro 11 tracce perfette ed omogenee (a tratti sembra di avere dentro ai timpani una sorta di concept album): i suoni sono epici e cupi, i testi sono un racconto che fila via con facilità lasciando tracce indelebili in qua e in la ad ogni ascolto; dentro c'è tutto quello che ha a che fare con la gioventù che si avvicina all'età matura: paure, sogni, morte, amore, amicizia (quella intesa come una sorta di fratellanza indissolubile) e dubbi, tanti tanti dubbi che trovano sfogo appunto nei sentimenti sopracitati.
Trovare un aggettivo unico che lo identifichi non è semplice, forse la parola "Furioso" aiuta a capire di cosa stiamo parlando (la furia intesa sia come velocità cannibale nell'affrontare la vita, sia nella rabbia trattenuta a stento da chi ha un'età che non prevede geneticamente la mezza misura o l'autocontrollo).
I F.A.S.K. sono la "nuova grande cosa" del panorama musicale nazionale: dal vivo che suonino di fronte a 50 o a 1000 persone danno sempre la stessa immancabile energia e l'entusiasmo che sprigionano è quantomeno contagioso, roba da sorriso a denti stretti quasi a slogarsi la mascella o incrinarsi i denti.
Chi non mi crede è pregato di documentarsi online con mp3, video e pagina FB e se poi la cosa non bastasse, cercate sul loro sito una data live vicino a casa vostra, hanno già macinato km su km e ancora lo faranno per tutta l'estate, se dovreste fare qualche km per vederli, non vi preoccupate, non rimarrete delusi!

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