venerdì 14 agosto 2015

Facebook, servo delle mie brame....


...chi è il più bello del reame?

La strega cattiva di Bianca Neve, accecata dalla costante ricerca dell'affermazione della propria bellezza, affidava tutta la sua speme all'opinione totalmente arbitraria e insindacabile dello Specchio Magico; ne accettava suo malgrado il giudizio e nella peggiore delle ipotesi cercava di eliminare la concorrenza giudicata superiore dall'arbitro prescelto, ma non cercava mai di convincere lo specchio che la più bella era comunque e sempre lei.
In Facebook l'utente medio fa l'esatto contrario: indica lui la via al suo "specchio" aperto sul mondo social web, per come gli altri devono vederlo ed eventualmente giudicarlo, lasciando ai posteri l'immagine di se che lui preferisce.

Alcuni esempi: 
• profili in cui genitori sembrano passare giornate intere con i propri figli, con tanto di foto a corredo della "prova" costante del loro essere "superamma" o "superpapà".... poco importa al commentatore seriale o all'amico di profilo se poi quella foto e quel post in realtà rappresentano un 15 minuti della giornata o una serata nell'arco della settimana, l'importante è "mipiacere" postare complimenti, cuoricini ed elogi infiniti, perché su Facebook siamo tutti per forza più buoni e coscienziosi. Ed ovviamente sono sempre foto di veri momenti di condivisione genitoriale: avete mai visto qualcuno postare la foto del proprio figlio seduto da solo di fronte alla TV con magari la scritta "il mio cucciolo speciale, come si diverte da solo a guardare i cartoni, mentre io sono in casa e non ho tempo per lui, ma magari per la foto ed il post, il tempo lo si trova...";

• personaggi sempre attenti alle "minoranze" ed ai bisognosi del momento (stranieri, emigranti, immigranti, disoccupati, omosessuali, donne maltrattate....) che collezionano post e concetti che neanche Berlinguer assieme a Guevara assieme a Martin Luther King aiutati dal Dalai Lama avrebbero potuto produrre, ma che poi nella vita reale magari neanche riescono a pacificarsi con l'amico d'infanzia, piuttosto che interessarsi agli eventuali problemi del vicino di casa, piuttosto che licenziare o far licenziare tranquillamente colleghi di una vita pur di avere il proprio stipendio sano e salvo dalla crisi e dall'inflazione;

• destrorsi anti tutto e tutti, che si lamentano degli immigrati, che insultano e "schifano" gli omosessuali, che deridono l'altrui culto religioso, che di fronte a monitor e tastiera diventano implacabili conoscitori di tutti i mali da queste categorie sopracitate causati, ma che poi alla prima domanda di confronto e confutazione o si dissolvono nel vuoto dei tasti "QWERTY" improvvisamente diventati ostili, o vanno avanti a copiare e incollare le preziose e credibili informazioni divulgate dai Salvini o da  Il Giornale del momento;

selfiesti a nastro, che vedi in giro deambulare con i risorius ed i levator costantemente a riposo, pronti però per lo scatto da centometrista che dovrà trovarli reattivi ed efficienti al momento in cui il braccio proteso quasi a sfiorare lo slogamento della spalla o l'"ausilio" dall'inquietante terzo-braccio-estendibile, daranno lo START alla selfie-felicità palesata per dimostrare al mondo intero che ovunque si sia, con chiunque si sia (anche da soli), essi sono sempre gaudenti e sorridenti, "alla faccia di chi ci vuole male o di chi è rimasto casa"...

Con Facebook siamo tutti, agli altrui occhi, il meglio di quello che vorremmo essere, occhi che nella maggior parte dei casi sono essi stessi lo specchio di questo desiderio, il famoso "specchio servo delle proprie brame" che se un post io "mipiaccio" tu, il post seguente tu a rigor di logica web dovresti "mipiacere" me, alimentando un ciclo inesauribile e continuo di esibizionisti-spioni di una realtà che definire edulcorata e plastificata, sarebbe riduttivo e che sta purtroppo prendendo il sopravvento su quello che è l'aria veramente respirata, la superficie realmente toccata ed il rapporto umano necessariamente figlio di contatti, dialoghi e scontri reali.

Almeno la Regina Cattiva non chiedeva allo specchio di "mipiacerla" per forza nel suo giornaliero Selfie...